Il Tirreno

Pisa

Coppia rapinata nella casa al mare c’è il primo arresto

di Pietro Barghigiani
Coppia rapinata nella casa al mare c’è il primo arresto

Blitz a Tirrenia di tre banditi, la donna era incinta di 8 mesi Le impronte lasciate decisive per risalire a uno degli autori

3 MINUTI DI LETTURA





TIRRENIA. Erano andati per rubare. Diventarono rapinatori quando in casa fronteggiarono i proprietari, con la donna all’epoca all’ottavo mese di gravidanza.

Un faccia a faccia concluso con la sottrazione, sotto la minaccia di morte, di 1.500 euro.

A distanza di quattro mesi dall’episodio, la polizia ha arrestato Adnan Kurtisi, 32 anni, macedone, disoccupato, numerosi precedenti specifici, domiciliato in quello che era il campo nomadi smantellato della Bigattiera.

L’accusa, firmata dal sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni e accolta dal gip. Giuseppe Laghezza, è quella di rapina in concorso. Kurtisi è stato portato in carcere e lunedì comparirà davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia.

L’episodio avvenne la notte tra il 10 e l’11 luglio in una abitazione estiva in via degli Ontani di una coppia di Pontedera, Federico D’Erasmo, 36 anni, idraulico, e la moglie, in quel periodo incinta di 8 mesi. I due erano nella casa al mare per un periodo di svago e in quel momento si trovavano a letto.

Secondo l’accusa Kurtisi, in compagnia di due amici, si era introdotto nell’abitazione della villeggiatura dell’artigiano pontederese per compiere un furto. Ma il piano era stato interrotto dal risveglio dei proprietari, avvenuto intorno a mezzanotte. I rumori dei tre, a viso scoperto e senza guanti e che parlava con accento dell’Est Europa, erano stati decisivi nel fare incontrare ladri e quelli che di lì a poco sarebbero stati i derubati.

D’Erasmo si era alzato dal letto e, arrivato in sala, aveva incontrato gli “ospiti”. Un imprevisto che avrebbe rischiato di mandare a monte il raid. I tre, però, anziché uscire di scena con una fuga che non sarebbe stata contrastata, avevano mantenuto la posizione per affrontare la coppia.

Neanche quando avevano visto il pancione della donna, rimasta in camera, ma con la porta aperta, si erano tirati indietro. Anzi, i tre avevano minacciato i coniugi di sparare a entrambi e uno della gang aveva anche brandito un bastone, rivolto al marito, per sottolineare il concetto e farsi consegnare i soldi.

L’idraulico aveva nel portafogli circa 1.500 euro che, al termine della visita, erano spariti con i banditi. Attimi di terrore, ma senza violenza fisica. Tante minacce urlate per spaventare le vittime del blitz lasciate nel loro sgomento dai malviventi fuggiti a piedi con il bottino. Una volta scappati gli aspiranti ladri, trasformati dalla situazione in rapinatori, D’Erasmo chiamò il 113 sincerandosi delle condizioni della compagna. Nessuna ripercussione sullo stato di salute della donna per quella brutta storia che ora, dopo le indagini svolte dalla squadra mobile diretta da Rita Sverdigliozzi, è arrivata a una prima tappa per dare un nome a chi violò l’abitazione della coppia per poi concludere l’incursione con una rapina.

Fatale per l’arrestato le impronte lasciate con entrambi le mani da Kurtisi sul portone di casa forzato per svaligiare la casa. La comparazione con quelle presenti nella banca dati delle forze dell’ordine ha fornito un riscontro per far scattare la misura cautelare in carcere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa