Attenzione
Cassonetti in Borgo Largo un’ipotesi subito bocciata
Raccolta di firme dei commercianti di via Oberdan contro l’isola ecologica Il Comune ci ripensa ma nella zona deve essere trovata un’alternativa
PISA. Cassonetti interrati o comunque fuori terra in via Oberdan, ovvero Borgo Largo? Appena è stata notificato l’avvio dei lavori, i commercianti della zona sono insorti con tanto di raccolta firme (quaranta) inviata a sindaco, Sovrintendenza e associazioni di categoria. Risultato, un dietrofront assai rapido. «I cassonetti interrati non si faranno in via Oberdan, la decisione è già stata presa da Comune e Pisamo», si legge in una nota di Palazzo Gambacorti.
Resta ora il problema, che è all’origine di tutto, di dove collocare la batteria dei cassonetti a servizio di quell’area. Un’ipotesi sarebbe il posizionamento in piazzetta San Felice, ma gli spazi sono stretti per il passaggio dei mezzi che devono raccogliere i rifiuti. E c’è anche la questione dei sottoservizi che contrastano con l’interramento dei cassonetti. A meno di non fare un’eccezione e lasciare i contenitori fuori terra.
I commercianti di Borgo Largo, comunque, si sono subito dichiarati contrari all’installazione nella strada di un’isola ecologica, considerata «un nuovo ed ulteriore intervento penalizzante» per le attività, oltre a favorire «un incremento di quelle colonie di ratti che già imperversano nella strada e che necessiterebbero di un approfondito intervento di derattizzazione».
Sulla questione interviene Giulio Garzella, responsabile area pisana di Confesercenti, che sottolinea la necessità che un progetto come quello dei cassonetti interrati nel centro storico passi attraverso la concertazione con le associazioni, anche se i tempi sono stretti. Spiega: «Ci avevano detto che i cassonetti interrati avrebbero occupato le aree dove ora si trovano le isole ecologiche. Ma, ad esempio nel caso di via Oberdan, la Sovrintendenza sta valutando l’area di piazzetta San Felice invitando il Comune a trovare una soluzione alternativa. Soluzione alternativa che non può passare sopra le teste di commercianti e associazioni. Da qui la necessità di un incontro anche per capire il cronoprogramma dei lavori».
Il direttore di ConfcommercioPisa, Federico Pieragnoli, aggiunge: «Facciamo fatica a capire come sia possibile anche solo immaginare che nel cuore commerciale di Pisa sia possibile sistemare un’isola ecologica sopra terra. Un’incompatibilità talmente evidente che non merita ulteriori parole».
Il Comune ribatte che l’intenzione di escludere l’ipotesi di via Oberdan «era già stata comunicata informalmente alle associazioni di categoria nei giorni scorsi. È in corso la scelta di un’altra posizione che sarà condivisa con i commercianti compatibilmente con i pareri della Sovrintendenza e la posizione dei sottoservizi».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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