Attenzione
Al taglio del nastro è già un successo
Gli editori che espongono sono 150. Il sindaco: «Questo è un esempio di libertà di espressione, una ricchezza»
PISA. La tredicesima edizione del Pisa Book Festival è iniziata a suon di cornamuse e tamburi, in piena tradizione scozzese. Il Paese ospite di quest'anno, infatti, è la Scozia, rappresentata a Pisa da una folta delegazione di firme e esperti. Ieri mattina al taglio del nastro erano presenti l'ideatrice e direttrice del festival Lucia Della Porta, il primo cittadino Marco Filippeschi; Ranieri Del Torto, presidente del consiglio comunale; Claudio Pugelli, presidente della Fondazione Pisa e Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione Palazzo Blu; Nick Barley, direttore del Festival Internazionale del Libro di Edimburgo e Romano Montroni, presidente del Centro per il Libro e la Lettura. Suggestivi gli intermezzi musicali della Royal Highland Company Pipes and Drums.
«Apriamo questa edizione con un pubblico numeroso. È già un successo avere a Pisa più di 150 editori - ha detto Filippeschi - Il Pisa Book Festival è un esempio di libertà di espressione: basta fare un giro per gli stand per ammirare la fitta esposizione di piccoli e grandi editori, una ricchezza di approfondimenti e visione critica da tutelare. Grazie agli organizzatori e alla Fondazione Pisa che sostiene con un contributo importante questa manifestazione». «Per noi scozzesi è un onore essere qui. Grazie della vostra accoglienza in questa splendida città», ha commentato Nick Barley, in visita a Pisa per la prima volta. E la guida della delegazione scozzese Joseph Farrell, professore emerito di Italianistica presso la University of Strathclyde di Glasgow, ha aggiunto: «Questo bellissimo festival è l'occasione per fare incontrare la cultura scozzese con quella italiana: qui sono presenti William Mcllvanney, Allan Massie, Ewan Morrison, Jenni Fagan, Kirsty Logan e James Robertson». Un plauso all'organizzazione è arrivato anche da Montroni. «Questo è uno dei festival letterari più interessanti in Italia, con un programma sempre innovativo, che rende Pisa una città della cultura con un respiro internazionale - ha aggiunto Montroni -. Il Centro per il Libro e la Lettura ha come obiettivo quello di creare una piattaforma di dialogo tra i festival del libro e gli editori. Manifestazioni come queste stimolano alla lettura, coinvolgendo anche le scuole locali. Questo è molto importante: preparare i ragazzi ad essere grandi lettori, infatti, è il modo migliore per aprire loro nuovi scenari per il futuro». Montroni ha sottolineato che un altro indice di lettura si accompagna a migliori condizioni di vita, come in Francia e Germania. «L'Italia è al terz’ultimo posto in Europa per indice di lettura - ha proseguito Montroni -. Per questo, è importante incuriosire i ragazzi alla lettura: solo così si potrà creare una nuova generazione di lettori che rappresentano una condizione imprescindibile per il rinnovamento civile e culturale di cui il nostro Paese ha grandissimo bisogno. Secondo una recente indagine statistica, in media i lettori affrontano la vita in maniera più positiva rispetto ai non lettori». Il festival del libro più grande del mondo, secondo il Guinness dei primati, si tiene a Edimburgo. «Ogni anno mezzo milione di visitatori arrivano in Scozia per il festival dei libri, il Fringe e tatoo festival, immettendo 300 milioni di euro nell'economia scozzese - racconta Barley -. Ma il dato più importante non è rappresentato certo dai soldi, bensì dai libri e la nostra fantastica comunità di lettori. Ogni anno invitiamo importanti scrittori e ospiti britannici e internazionali, come J.K Rowling e Malala, poeti scozzesi e innu, migliaia di bambini di ogni età. Sono convinto che anche il Pisa Book Festival crescerà ancora fino a diventare uno dei più grandi festival letterari al mondo». Uno dei personaggi più interessanti giunti a Pisa per il festival è Kirsty Logan, autrice del bestseller "The Gracekeepers", un fantasy ambientato in un mondo futuro diviso tra l'acqua e la terra.
«È un libro sul lutto, ma è anche una storia d'amore e d'avventura. Mio padre è morto improvvisamente quando avevo 27 anni: è stato un periodo difficile, ho provato emozioni forti e inedite - ha spiegato Logan, durante l'incontro condotto da Roberta Ferrari dell'Università di Pisa -. Emozioni profonde che mi hanno ispirata e che ho riportato nel libro».
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