Gioco
Undici migranti nuovi steward all'Arena Garibaldi
Provengono dall’Africa subsahariana e sono ospiti dei centri di Fauglia e Cascina gestiti dalla Paim
PISA. E’ stato presentato nella sala stampa “Passaponti” dell’Arena Garibaldi il progetto pilota a livello nazionale “Calcio e Integrazione” nato dalla volontà della Cooperativa Paim subito sposata dall’A.C. Pisa 1909.
A lanciare idealmente questo progetto il presidente del Pisa 1909 Fabrizio Lucchesi che, accompagnato dal tecnico Gennaro Gattuso, ha fatto gli onori di casa verso gli ospiti della conferenza: Giancarlo Freggia (presidente cooperativa sociale Paim), Vittorio Bugli (assessore regionale all’immigrazione), Antonio Russo (responsabile nazionale immigrazione Acli), Sandra Capuzzi (presidente Società della Salute Zona Pisana) e Giuseppe Cecchi (direttore Società della Salute Zona Pisana).
Per i prossimi sette mesi l’Arena Garibaldi ospiterà undici profughi provenienti dall’Africa Subsahariana (Mali, Senegal, Nigeria, Guinea Bissau, Repubblica Centrafricana e Costa d’Avorio) e attualmente accolti nei centri di Fauglia e Cascina gestiti dalla Paim. Questi ragazzi, fuggiti dalle guerre e dalle difficoltà dei loro Paesi, potranno vivere un’esperienza importante nell’ambito degli interventi di volontariato civico supportati dalla Regione e dalla Società della Salute della Zona Pisana: saranno infatti loro a garantire la copertura delle spese assicurative e di quelle per l’acquisto di eventuali strumenti e indumenti da lavoro. Da ricordare inoltre che la Paim porterà avanti il progetto in collaborazione con Acli e agenzia formativa Aforisma.
Gli undici migranti, in occasione delle gare casalinghe del Pisa, saranno impiegati a rotazione come assistenti steward e si occuperanno d’indirizzare il pubblico in entrata e in uscita, di presidiare i punti d’ingresso e le altre postazioni strategiche dello stadio e di prevenire le situazioni di sovraffollamento. Durante la settimana, invece, collaboreranno alla manutenzione ordinaria dell’Arena: dall’annaffiamento del campo al taglio dell’erba, fino a piccoli lavori di muratura e imbiancatura sempre più spesso necessari in uno stadio che necessita di un miglioramento complessivo delle proprie strutture.
In questo modo i migranti avranno la possibilità di conoscere la città che li accoglie unendo a questa esperienza anche quella formativa che gli tornerà utile successivamente per inserirsi nel mercato del lavoro. Il Pisa, dal canto suo, potrà contare sul supporto operativo di undici giovani volontari e soprattutto sarà riuscito nell’impresa di aver avvicinato due mondi lontani mille miglia l’uno dall’altro: quello cosiddetto “dorato” del calcio e quello, invece, di chi è stato costretto a lasciarsi alle spalle disastri e disperazione per ricostruirsi una vita lontano dal proprio Paese.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
