Un premio di cuore... in memoria di Vera
Assegnati i riconoscimenti a sette ricercatori specializzati in malattie cardiovascolari
PISA. A un anno dalla sua prematura scomparsa, il cuore di Vera Srebot continua a battere non solo in quanti l'hanno conosciuta e amata. Ma anche attraverso la passione di altri giovani cardiologi che, grazie a innovativi progetti di ricerca, hanno ricevuto un premio che porta il suo nome e trasmette i suoi valori. La fondazione “Vera nel cuore onlus”, voluta dal padre Massimo Srebot e dalla madre Marta Lupetti, in collaborazione con la fondazione Gabriele Monasterio e l'Asl 5 , ha assegnato sette riconoscimenti ad altrettanti giovani medici, specialisti in malattie cardiovascolari. La selezione ha tenuto conto della validità del progetto ma anche delle affinità culturali che i candidati avrebbero avuto con Vera, amica e collega. La cerimonia si è svolta nell'auditorium del Cnr, alla presenza del sindaco d Marco Filippeschi e del sindaco di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio.
«Un premio in nome di Vera –hanno sottolineato i genitori – non può essere soltanto il giusto riconoscimento ad un progetto scientifico ma anche il premio a un medico che unisce in maniera equilibrata la passione per la conoscenza al sostegno per il prossimo, al rispetto, all'onestà senza la quale ogni professione rischia di essere sterile e fine a se stessa ed addirittura pericolosa. Vera la ricordiamo così, anche per l'entusiasmo ed il sacrificio dal quale scaturiva tutta la sua gioia di vivere e di condividere le esperienze, non soltanto lavorative, ma anche culturali e sportive». Il primo premio è andato a Matteo Cameli, senese, che ha presentato un progetto di ricerca sulle “Cellule staminali cardiache nello scompenso cardiaco avanzato”.
«Noi ricercatori abbiamo tutti un fuoco dentro – ha detto il giovane cardiologo – da domani avrò più fuoco e più benzina per andare avanti».
Gli altri riconoscimenti sono andati a Alessandro Valleggi, a Iacopo Fabiani, a Luigi Emilio Pastormerlo, a Giuseppe Vergaro, a Francesca Menichetti e a Claudia Camaioni.
Nel corso della cerimonia, Michele Edmin, docente di malattie cardiovascolari del Sant'Anna, ha ricordato la figura di Vera, ribadendo che «è stata una persona speciale per l'impegno nello studio, nello sport, negli affetti, nella sua voglia di conoscenza. La sua presenza ha illuminato chiunque le sia stato vicino».
Renata Viola
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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