Toscana
Trasporto dei disabili costoso: Sds replica
PISA. Settantotto euro all’anno. E’ ciò che spendono, in media, i diversamente abili della Zona Pisana fruitori del trasporto sociale per andare e tornare dai centri diurni, 190 persone in tutto,...
PISA. Settantotto euro all’anno. E’ ciò che spendono, in media, i diversamente abili della Zona Pisana fruitori del trasporto sociale per andare e tornare dai centri diurni, 190 persone in tutto, quasi un terzo delle quali (59) completamente esentate e che quindi non devono pagare alcunché. «E’ una cifra molto bassa - spiega il presidente della Società della Salute della Zona Pisana Sandra Capuzzi - dato che corrisponde ad appena ventidue centesimi al giorno per un servizio molto importante e rivolto a persone che vivono una situazione di grave disagio, assicurato ad una tariffa molto contenuta proprio in ragione delle difficili condizioni in cui versano coloro che ne fruiscono».
Numeri alla mano, i comuni della Zona Pisana spendono per questo servizio 1,1 milioni l’anno, mentre la compartecipazione richiesta ai fruitori ammonta a 15.000, «cifra che ci consente di coprire appena l’1,4% del costo complessivo», sottolinea Capuzzi. Che poi rivendica con forza la scelta dei Comuni della Zona Pisana di investire «su un servizio molto importante per rendere un po’ meno disagevole la vita a chi l’ha già molto complicata, una scelta fatta da molto dalle amministrazioni comunali pisane e purtroppo nient’affatto scontata dato che il trasporto sociale dei disabili ai centri diurni non rientra nei livelli essenziali d’assistenza, ossia nell0elenco di quei servizi che gli enti locali sono obbligati per legge ad assicurare, ma è un servizio che nella Zona Pisana abbiamo deciso in piena autonomia di finanziare e sostenere per la sua oggettiva importanza».
Cifre e considerazioni che sono finite anche nella nota inviata al Difensore Civico della Toscana Lucia Franchini, «dalla quale comunque è arrivata una semplice richiesta di chiarimenti», precisa ancora Capuzzi. La quale poi si sofferma anche sulla richiesta di dimissioni dal vertice dell’ente di via Saragat o dall’assessorato formulata dall’M5S in quanto le due cariche sarebbero incompatibili: «Semplicemente non sanno: per fare il presidente della Sds bisogna essere sindaco o assessore di uno dei comuni consorziati. Altro che incompatibilità».
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