Il dolore
Sì alla commissione parlamentare sulla morte di Scieri
PISA. La Camera dei Deputati ha approvato la legge che istituisce la commissione parlamentare d’inchiesta sul caso di Emanuele Scieri, il parà siracusano morto il 13 agosto 1999 all’interno della...
PISA. La Camera dei Deputati ha approvato la legge che istituisce la commissione parlamentare d’inchiesta sul caso di Emanuele Scieri, il parà siracusano morto il 13 agosto 1999 all’interno della caserma Gamerra di Pisa in circostanze mai chiarite.
Lo annuncia il deputato Federico Gelli (Pd) che aggiunge: «L'istituzione di una Commissione di inchiesta parlamentare è un atto dovuto a cui si doveva provvedere da tempo. È arrivato il momento di chiarire se ci sono ulteriori responsabilità rispetto al lavoro svolto dalla procura dopo la morte del giovane e dare delle risposte ai familiari e agli amici».
Il testo è frutto delle proposte di legge dei parlamentari Pippo Zappulla e della collega Sofia Amoddio. Ha incassato il voto favorevole di tutti i gruppi, con la sola astensione della Lega. La commissione parlamentare sarà composta da venti deputati nominati dal presidente della Camera in rappresentanza proporzionale di tutti i gruppi. Avrà un presidente, un vice presidente e un segretario e entro 60 giorni dalla conclusione dei propri lavori presenterà alla Camera una specifica relazione. Compiti precisi della commissione sono quelli di stabilire la dinamica dei fatti e raccogliere gli elementi utili alla identificazione dei responsabili. La commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria. Sofia Amoddio, altra anima di questa iniziativa, dichiara: «Era il 1999 e allora come adesso, i parenti, gli amici, e l’opinione pubblica che hanno seguito la vicenda non hanno ottenuto risposte. Quando lo Stato giudica lo Stato, abbiamo troppo spesso assistito a sentenze zoppe, ad archiviazioni, ad omissioni imbarazzanti, ma ciò che imbarazza veramente e che non può essere tollerato e che qualcuno possa morire in circostanze spaventose all’interno di presidi dello Stato nell’indifferenza, nella mancata assunzione di responsabilità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
