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Ma i medici accusano l’azienda: abbiamo 127 anni di ferie arretrate

Ma i medici accusano l’azienda: abbiamo 127 anni di ferie arretrate

PISA. «Volete risparmiare 30 milioni di euro nella sanità? Tagliate i dipartimenti integrati interistituzionali dove con soldi destinati alla sanità si pagano degli amministrativi che sono dell’Univer...

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PISA. «Volete risparmiare 30 milioni di euro nella sanità? Tagliate i dipartimenti integrati interistituzionali dove con soldi destinati alla sanità si pagano degli amministrativi che sono dell’Università».

Lo dice Gerardo Anastasio segretario provinciale del sindacato dei medici Anaao. Già più volte, Anastasio ha sottolineato come all’interno di questi dipartimenti creati a Pisa, Firenze e Siena, vi sia un tecnico amministrativo dei rispettivi atenei, ogni due sanitari. Anastasio fa le sue dichiarazioni difronte alla terza commissione regionale. E aggiunge: «Dovete risolvere i 127 anni di ferie arretrati di 700 medici ospedalieri. Sulle ferie di quelli universitari non mi pronuncio visto che timbrano da un’altra parte ed a volte decidono di lavorare con noi ospedalieri mentre altre volte no”. Sempre il sindacalista, nell’ammettere di essere “stranamente” d’accordo su più punti con Carlo Tomassini direttore generale dell’Aoup, aggiunge: «Non vogliamo più leggere nelle riforme o nelle circolari la parola esubero perché offensivo e se un medico viene dichiarato in esubero, ciò comporta che per tre anni quel suo posto non può essere ricoperto da altri nuovi medici».

Eugenio Orsitto direttore del Dea aggiunge che se la riforma deve tenere conto dei pazienti, «deve anche provvedere al personale medico che ha il contratto collettivo fermo dal 2009 così come si devono prevedere sbocchi certi di carriera per i medici».

Fabio Guarracino, anestesista, auspica che nella riforma della sanità, si valorizzi la figura dell’anestesista rianimatore.

«La nostra figura professionale – dice il medico – è indispensabile per tutte le attività che necessitano dell’intensità di cura, noi non siamo solo in sala operatoria ma siamo anche al pronto soccorso quando arrivano ad esempio i pazienti con l’elisoccorso».

Dai professionisti, è giunto poi il monito a rafforzare, a livello regionale, il concetto di hub per la radiologia interventistica; a considerare maggiormente il benessere lavorativo aziendale, a favorire una maggiore integrazione con la medicina territoriale, con la partenza definitiva delle aggregazioni funzionali territoriali, a implementare il trasporto neonatale in alcune aree toscane depresse, a rivedere i rapporti fra Regione e Università e a ipotizzare la fusione delle ex Asl in due grandi aziende, anziché una sola.(ca.ve.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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