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Fusione possibile solo se la politica vuole

Fusione possibile solo se la politica vuole

Il vice comandante Migliorini: noi sugli incidenti stradali per alleggerire la Polizia? Prefetto male informato, lo facciamo già

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PISA. La “fusione” è possibile, anche se in Italia chi la sta già sperimentando registra soprattutto scontri e dissapori fra «sindaci litigiosi». «Devono essere soprattutto loro, la politica, a volerla con un accordo», altrimenti è «controproducente», le pattuglie non potranno mai «sconfinare nel territori limitrofi come chiede il prefetto, perché sarebbe una violazione alla legge che regola le Polizie Municipali». Paolo Migliorini, vicecomandante della municipale di Pisa, non è convintissimo che possa funzionare la ricetta di Attilio Visconti per restituire maggiore sicurezza alla città.

Sono molti i nodi scoperti del piano del prefetto secondo il numero due degli agenti comunali. Ad esempio, non lo convince molto l’idea di concentrare l’attività notturna sui posti di blocco per il controllo dei sospettati. «Non si può chiedere ai vigili di abdicare ai compiti istituzionali per gettarsi sul contrasto alla criminalità, perché poi Visconti che ora ci chiede di fare questo potrebbe ritrovarsi a rimproverarci per aver trascurato le ingiunzioni, la circolazione stradale o perché non rispondiamo ai ricorsi dei cittadini al giudice di pace o diretti a lui».

Unificare gli uffici potrebbe però essere una buona idea, dice Migliorini. «Certo, guadagneremo in efficienza: sarebbe un solo ufficio ad occuparsi delle pratiche amministrative, ad esempio, ma è difficile chiedere a un corpo di polizia locale di abbandonare i compiti istituzionali. Il Comune potrebbe ritrovarsi con debiti fuori bilancio spaventosi perché non incassa le multe e invece paga le spese dei procedimenti che perde in tribunale».

Certo, ammette Migliorini, i 131 vigili di Pisa non possono bastare ed «unirsi con San Giuliano, che ha un territorio vastissimo e risorse esigue, potrebbe non essere vantaggiosissimo: potrebbero perfino sorgere problemi sindacali». Strano poi che «Visconti ci chieda di occuparci dei rilievi sugli incidenti, da tempo siamo solo noi a farlo: il prefetto mi sembra male informato». Ma l’unione è proprio impossibile? «No se i sindaci andassero d’accordo sarebbe meravigliosa», ma di esempi luminosi non ce ne sono. «Fra Monza e Bergamo c’è un consorzio che sia chiama Isola Bergamasca, unifica la gestione di polizia municipale di 9 o 10 Comuni. Un disastro, perché i sindaci litigano in continuazione».

Un plauso al piano del prefetto arriva invece da Claudio Meoli, segretario cittadino del Silp, il sindacato di polizia della Cgil.

(m.n.)

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