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Pisa

Studenti a caccia di fondi si inventano venditori

Studenti a caccia di fondi si inventano venditori

Allestito un banchetto in Logge di Banchi con l’offerta di sculture e quadri Il collettivo del Russoli: «Autofinanziamento per comprare materiale didattico»

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PISA. Sculture, quadri e vetrate per acquistare carta per stampanti, acqua ragia e pennelli. Gli studenti del liceo artistico Russoli si autofinanziano per comprare il materiale didattico che l’istituto, a fronte dei tagli, non può più assicurare. Con un banchetto allestito sotto Logge di Banchi, il neonato Collettivo artistico autorganizzato Russoli (Caar) ha scelto la strada dell’autofinanziamento per acquistare il materiale necessario per seguire e svolgere le attività di laboratorio. Con la vendita di sculture, quadretti e vetri soffiati realizzati dagli stessi studenti, il collettivo ha racimolato una cifra sufficiente a comprare fogli per stampanti, pennelli, creta ed altro materiale che la scuola può permettersi solo in parte.

«Spesso – denunciano gli studenti – siamo costretti a lavorare con materiale di scarto e addirittura ad acquistare i dispositivi di sicurezza (guanti, occhialini) indispensabili per alcune attività, ma che la scuola non può comprare viste le esigue risorse a disposizione». Un’azione concreta quella attuata dal Caar, ma anche di denuncia per evidenziare lo «stato di abbandono che vivono le nostre scuole a causa dei tagli indiscriminati che stanno subendo negli ultimi anni e che la “Buona scuola” peggiorerà», accusano i militanti del Caar.

«La riforma del governo Renzi – aggiungono – è l’ennesimo attacco ai nostri spazi di formazione e la Buona scuola è il motivo per cui gli studenti, oltre ad imparare le tecniche della soffiatura e della scultura, devono attrezzarsi per mettere in pratica il bagaglio teorico appreso. Questo, però, non è compito nostro. Il provveditorato dovrebbe dare risposte su questi punti: non può costringere le scuole a chiedere contributi volontari alle famiglie per far fronte alle spese e all’acquisto di materiale fondamentale per le lezioni, mentre le risorse vengono investite in libri e lavagne elettroniche. Il progetto di autofinanziamento è un messaggio chiaro: vogliamo che i fondi per le scuole siano spesi per la formazione». Quella di autofinanziamento è solo la prima iniziativa di un percorso di denuncia del «disagio che vivono gli studenti». Oggi, insieme ad altri collettivi, i militanti del Caar si ritroveranno alle 16 in piazza Vittorio Emanuele per un presidio di protesta contro le politiche di gestione del servizio di trasporto pubblico locale che, accusano gli studenti, «a fronte dell’aumento dei prezzi dei biglietti, hanno prodotto un servizio scadente, inefficiente e poco sicuro».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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