Il Tirreno

Pisa

La Bocconi in campo per rilanciare la Rocca

di Sharon Braithwaite
La Bocconi in campo per rilanciare la Rocca

Uno studio dell’università milanese sullo sviluppo turistico del monumento. La Fondazione Pisa pronta a investirci 2 milioni

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SAN GIULIANO. Il centro di ricerca Ask dell’università Bocconi di Milano condurrà un studio di fattibilità socio-economico e culturale sulla Rocca di San Paolino a Ripafratta. Si tratta della fase preliminare di approfondimento, promossa dalla Fondazione Pisa, sulle possibilità di utilizzo permanente e sostenibile del complesso monumentale dopo il suo restauro. L’operazione costerebbe circa 2 milioni di euro.

La Rocca è un esempio di architettura medievale difensiva del XII secolo che da decenni versa in stato di forte degrado. Ad aprile, alcuni vandali deturparono le mura esterne con scritte fatte con bombolette spray, uno sfregio conseguenza dello stato di abbandono del monumento oltre che dell’inciviltà dei responsabili. L’episodio suscitò l’indignazione di un’intera comunità e l’associazione “Salviamo la Rocca”, che da anni si batte per il suo recupero, chiese a gran voce di «fermare il disastro». L’allarme sull’urgenza della messa in sicurezza del bene è stato accolto dal Comune che ha contattato la Fondazione Pisa. L’ente bancario anni fa aveva mostrato interesse per un progetto di riqualificazione. All’epoca erano state esaminate alcune ipotesi di intervento poi cadute nel vuoto. Adesso la situazione sembra muoversi per il meglio. La Fondazione, infatti, ha affidato la fase preliminare di analisi al centro Ask e entro il mese di giugno 2016 verranno comunicati i risultati. «La Fondazione Pisa è stata coinvolta dal Comune e dalle associazioni culturali locali per valutare la sua disponibilità a sostenere un progetto finalizzato a riqualificare la Rocca – afferma il presidente Claudio Pugelli - Non ha senso impegnare risorse significative per rilevare e restaurare il complesso monumentale per poi abbandonarlo alle ortiche. Serve un’analisi seria della sostenibilità dell’intervento».

Pugelli sottolinea come lo studio del Centro Ask determinerà concretamente la fattibilità del restauro e valuterà la sua redditività. «I risultati dello studio saranno disponibili entro la metà del prossimo anno e costituiranno una base conoscitiva adeguata sul sostenibile impiego sociale della Rocca – aggiunge Pugelli -. Serve una progettualità per mettere in funzione la Rocca in maniera duratura e ragionevole, soprattutto nell’interesse della comunità». Nei prossimi mesi gli esperti dello studio Ask visiteranno la frazione, ascolteranno le associazioni locali, coinvolgeranno il Comune e i soggetti localmente interessati, valuteranno la compatibilità delle risorse turistiche del territorio. In questo modo raccoglieranno delle manifestazioni di interesse per la gestione permanente della Rocca e elaboreranno un parere di indirizzo che mostrerà se è possibile realizzare un progetto di riqualificazione. Un piano che farebbe rinascere tutta la frazione, recentemente balzata agli onori della cronaca per episodi di micro-criminalità.

«Il Comune vuole rilanciare il turismo, rendendo il territorio sangiulianese un grande giardino tra i Comuni di Pisa e Lucca. Fra 6 mesi sapremo se questo progetto potrà vedere la luce – dice il sindaco Sergio Di Maio -. Abbiamo avuto diversi contatti con i proprietari dei terreni adiacenti alla Rocca e tutti ci hanno dato la loro disponibilità. Stiamo anche studiando il recupero dell’ex salumificio di Ripafratta per poter ricavare un parcheggio. Inoltre, stiamo valutando l’accessibilità al monumento da via Fattori con un parcheggio che servirebbe anche al cimitero. Abbiamo coinvolto la Regione Toscana per ottenere finanziamenti per la realizzazioni di opere complementari, quali illuminazione pubblica e infrastrutture».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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