Il Tirreno

Pisa

Il servizio è lo stesso ma in città si paga di più

di Emilio Chiorazzo

Rifiuti, le tariffe a confronto: Pisa più cara della provincia

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PISA. Stanno arrivando, nelle nostre case, le bollette della Tari, la tariffa dei rifiuti. Sono in ritardo. La scadenza naturale, per il secondo semestre, era il 30 ottobre.

Tanto che - come diciamo nell’altro articolo - l’agenzia delle entrate del Comune di Pisa, la Sepi, in accordo con gli amministratori comunali, ha deciso di posticipare la scadenza al 10 novembre. Si potrà pagare entro questa data, senza incorrere in sanzioni, interessi di mora o altro.

Le bollette che vengono recapitate sono quelle della seconda tranche: così, assommandola alla fattura del primo semestre, conosciamo l’ammontare di quanto paghiamo complessivamente nel corso del 2015.

Le tariffe 2015. Il Comune aveva deciso le tariffe alla fine dello scorso anno. Gli aumenti medi si aggirano intorno al dieci per cento.

Ma l’amministrazione comunale ha deciso, nel vararle, di incidere di più nelle situazioni di abitazioni dove vivono i single (13 per cento) e molto meno per i nuclei familiari che sono più numerosi: un uno per cento di ritocco, per famiglie con tre e cinque componenti e addirittura invariata, rispetto al 2014, nel caso di famiglie con 4 componenti.

Sale, la percentuale di aumento, invece, nel caso di famiglie assai numerosa: oltre i sei componenti il ritocco è di 8,5 per cento.

I confronti con gli altri Comuni. Il servizio è lo stesso - nel senso che lo smaltimento e la raccolta vengono effettuate da Geofor - ma il costo varia da Comune a Comune.

Semplificando il concetto, potremmo dire che a Pisa paghiamo, ad esempio, anche lo sporco che provoca la movida. E che in ogni fine settimana dev’essere raccolto.

Questo per dire che a Pisa il conto è più salato.

Negli esempi che facciamo nella tabella qui sopra, abbiamo preso in considerazione una famiglia di tre persone (coppia di coniugi con un figlio oppure marito e moglie con uno dei genitori) che vive in un appartamento di 95,7 metri quadrati (le dimensioni dell’alloggio sono state scelte per comodità: è una delle più frequenti nella media delle case del territorio comunale di Pisa).

Se la famiglia in questione abita a Pisa, pagherà, in un anno, 380,53 euro di tassa dei rifiuti.

Se la stessa famiglia, ad esempio, abita a Ponsacco, il conto cala drasticamente: 233,4 euro.

I motivi (come diciamo nell’articolo qui sotto) sono molteplici.

Ma si comincia dal servizio che viene chiesto all’azienda che lo esegue: spazzamento, tipologia dello stesso, frequenza richiesta e altro.

Quindi, da qui nasce la considerazione che, nel conto, pesa - e anche molto - lo spazzamento massiccio che si deve compiere ogni dopo movida notturna.

Ma, ovviamente, pesa anche il fatto che la città sta passando, gradualmente al “porta a porta” che è più costoso. E che la città si sta dotando dei cassonetti interrati, la cui installazione prevede cantieri e costi.

Il porta a porta. Da oggi partono le assemblee pubbliche che serviranno per spiegare ai cittadini come il porta a porta dovrà essere eseguito correttamente e come cambierà le loro abitudini.

I kit sono già stati distribuiti. Entro la fine del mese partirà in un’altra fetta di città.

Mentre il quadrante urbano di Pisa sarà completato nel corso del 2016, quando la raccolta porta a porta sarà estesa a tutta la città. O quasi.

E, anche questo nuovo passaggio, avrà ripercussioni nella bolletta del prossimo anno. Le previsioni no n sono rosee: si parla di un ritocco a due cifre. Anche se poi, una volta collaudato, il porta a porta darà risultati sulla differenziata e anche sul peso della bolletta. Che diventerà più leggero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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