Il Tirreno

Pisa

Un centro giovanile come alternativa alla cattiva movida

di Francesco Loi
Un centro giovanile come alternativa alla cattiva movida

I locali sono già disponibili in piazza Sant’Omobono L’assessore Capuzzi: coinvolgeremo residenti e ragazzi

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PISA. La due giorni al centro Sms delle Piagge, venerdì 6 e sabato 7, sarà una sorta di “stati generali” per i Centri aggregativi giovanili presenti sul territorio pisano. Organizzata da Società della Salute e Comune di Pisa, l’iniziativa - che si chiama “CreArtispazio” - verrà realizzata in collaborazione con la cooperativa Arnera ed i centri aggregativi del territorio. Un’occasione per tutti i giovani tra i 14 e i 25 anni di potersi esprimere, sperimentare, rappresentare idee, creatività e voglia di stare insieme (del programma scriviamo diffusamente nell’articolo sotto).

I Centri giovanili. L’iniziativa sarà utile per fare il punto sul lavoro svolto dai Centri aggregativi giovanili presenti nella realtà locale: sono già attivi al Cep, a Vicopisano, a Vecchiano, a San Giuliano Terme e in centro storico a Pisa. Un modo per mettere a fuoco quello che sono e il ruolo ancor più importante che potranno acquisire. Partendo proprio dalla struttura che si trova nel centro storico, in piazza Sant’Omobono, piena zona della movida con tutti i suoi eccessi. Questo centro sarà oggetto di una sperimentazione assai interessante.

Gli obiettivi. Intanto, cosa sono i centri aggregativi giovanili: si tratta di spazi a libero accesso, rivolti a ragazzi dai 12 ai 25 anni, in cui ci si può incontrare e parlare con gli operatori, giocare, fare proposte di attività e collaborare alla loro realizzazione. «Con questa manifestazione all’Sms abbiamo voluto - commenta l’assessore al sociale e presidente della Società della Salute, Sandra Capuzzi - dar vita ad un evento che coinvolgesse i giovani direttamente, in prima persona. Ci siamo rivolti alle associazioni studentesche, ai collettivi scolastici, ai singoli, con l’idea di proporre loro uno spazio di incontro in cui ciascuno possa portare le proprie esperienze, idee e condividerle con gli altri».

La sperimentazione. «Alla base - continua l’assessore - c’è l’idea che i ragazzi non vanno lasciati da soli: creiamo loro delle occasioni e degli spazi per ritrovarsi e divertirsi che siano alternativi alla movida notturna. Un’opportunità per tutta la città dato il numero di giovani che c’è a Pisa. Solo creando degli spazi per fare attività autogestita una parte della movida può trovare sfogo in maniera diversa». E’ già stato individuato uno spazio disponibile per un nuovo centro aggregativo in piazza Sant’Omobono. «Ora, prima di aprirlo, stiamo cercando in un primo momento di coinvolgere i cittadini del quartiere nella gestione del centro stesso - spiega Sandra Capuzzi -. Pensiamo a costruire con i nostri ragazzi una generazione diversa, che faccia propria l’idea di cittadinanza attiva, responsabile e partecipe nella gestione di beni e spazi comuni».

Residenti e giovani. Lo spazio è già aperto e gestito dagli operatori della cooperativa Arnera. Il suo impiego anti-eccessi della movida è ancora da ufficializzare. Ma ci sono già stati incontri in questo senso, prima con le associazioni dei ragazzi e poi con il Ctp 6, mentre un passaggio successivo sarà quello con i comitati di quartiere. «Infine - riprende l’assessore - vorremmo creare un momento per metterli assieme, facendo incontrare le esigenze dei residenti con quelle dei giovani». Oltre a mantenere il centro aperto con gli operatori, così da intervenire in caso di necessità durante le notti pisane, il progetto punta soprattutto a costruire un modello di gestione che veda adulti (residenti) e ragazzi, insieme, protagonisti e animatori delle attività degli spazi di piazza Sant’Omobono. «Per certi aspetti non si può fare a meno degli strumenti repressivi - conclude l’assessore - ma è doveroso, come in questo caso, fare anche uno sforzo di idee per cercare anche una risposta sociale a questo fenomeno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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