Gioco
I militari non fermano il crimine alla stazione
Da un mese l’esperimento a Pontedera, i cittadini: «Qui si spaccia e i furti sono all’ordine del giorno»
PONTEDERA. È passato un mese dalla decisione di affiancare alle forze dell’ordine i militari dell’esercito, per pattugliare diverse strade di Pontedera, in modo particolare una zona fortemente soggetta ad episodi di criminalità: il quartiere della stazione.È proprio in piazza Unità d’Italia che ogni martedì si tiene il mercato di “Campagna amica”, organizzato dalla Coldiretti, per promuovere il commercio a chilometri zero. Come succede ogni settimana, sono state tante le persone che nella mattinata di ieri si sono recate lì per acquistare ortaggi, frutta e verdura di stagione presso gli stand degli esercenti locali. Quello che si tiene nella piazza davanti alla stazione è un tranquillo mercato paesano. Ma questa piacevole iniziativa cozza con la difficile realtà che il quartiere vive tutti i giorni.
«La situazione è tragica. In questa zona lo spaccio è continuo quando non c’è la polizia a vigilare – racconta Tiziana Turturici, figlia del proprietario del “Bar la stazione” – Appena arrivano le forze dell’ordine i malviventi spariscono del tutto, ma ricompaiono subito quando vengono meno i controlli. Purtroppo, quest’area è in mano alla criminalità. Lavoro qui da quattro anni e la situazione non ha fatto che peggiorare. Ci sono marocchini che vendono hashish, tunisini che spacciano eroina e poi rumeni, albanesi e georgiani che fanno i furti. Tutta la zona della stazione è nel degrado più totale. È diventato impossibile vivere qui».
Quella di far vigilare la piazza da parte dell’esercito è stata una scelta di emergenza, una richiesta del prefetto di Pisa Attilio Visconti, caldeggiata anche dal sindaco Simone Millozzi dopo la morte accidentale di un marocchino trovato carbonizzato in un’auto parcheggiata vicino alla ferrovia.
«Non dobbiamo farci ingannare dall’apparente tranquillità diurna. Il pericolo più grande arriva dopo le 18, quando i militari finiscono i loro turni. Senza contare che la criminalità non è limitata a questa zona della città – dice Fabrizio Deri – Non siamo al sicuro nemmeno all’interno delle nostre abitazioni, dal momento che in media si toccano punte di cinque furti al giorno. Un tempo potevamo uscire di sera, per fare una passeggiata, ma non è più così».
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