Il Tirreno

Pisa

«Sono pronto ad andare da Alfano»

Latrofa (Ncd): sulla sicurezza il sindaco non ha voluto la mia collaborazione

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PISA. «A questo punto penso di andare direttamente a parlare con Alfano», dice Raffaele Latrofa, consigliere comunale del Nuovo Centrodestra, lo stesso partito del ministro dell’Interno Angelino Alfano. L’intervento di Latrofa arriva dopo che il sindaco Filippeschi ha ricordato le numerose sollecitazioni, anche formali, inutilmente rivolte al ministro con la richiesta di avere un numero maggiore di addetti delle forze dell’ordine, dopo aver riconosciuto esigenze di controllo per Pisa superiori ai suoi 90.000 abitanti.

«Ho assistito a questo scambio di idee e ora voglio far sapere - dice Latrofa - che mi ero messo a disposizione anche mesi fa del sindaco per favorire un contatto diretto con il ministro, cercando così di dare una mano alla mia città. Ma non ho mai ricevuto risposte, anzi una sorta di muro che trovo poco comprensibile». Latrofa attacca: «In campagna elettorale noi avevamo parlato di questi problemi di sicurezza, negati invece dagli esponenti del Pd. Ora il sindaco, come dichiarato anche dal coordinamento provinciale dell’Ncd, ha scoperto l’acqua calda, ovvero che a Pisa c’è un problema sicurezza. Dopo la sofferta ammissione ha scaricato ogni responsabilità sul governo e più comodamente ha indicato nel ministero degli Interni, il cui titolare non è del Pd, il soggetto responsabile». E ancora: «Dico al sindaco di guardare prima di tutto a quello che può fare, e non ha fatto, l’amministrazione comunale, a cominciare dalla nomina del comandante della polizia municipale. Credo sapesse da tempo del pensionamento del comandante precedente e, in questo caso, dà la colpa anche al suo governo per aver cambiato le regole».

Per questo Latrofa si dice pronto ad andare a Roma: «Mi rendo conto che non siamo a Scampia, ma la nostra città non ha mai avuto un livello di insicurezza e di percezione dell’insicurezza come ora. Quella che si nota è un’escalation che porta in primo piano criticità a cui non eravamo abituati». Ma cosa direbbe ad Alfano? «Gli descriverei la situazione e gli chiederei una valutazione sulle specificità di Pisa, auspicando una presenza maggiore di forze operative sul territorio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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