Sicurezza
Pec, incubo sanzioni per le imprese tuttora fuori regola
“Ultima chiamata” della Camera di Commercio di Pisa 8.000 aziende sprovviste della posta elettronica certificata
PISA. Delle 46.000 imprese di Pisa e provincia, circa 15.000 risultano ancora non in regola con la posta elettronica certificata. Di queste circa 8.000 ne sono totalmente sprovviste.
Per tutte è giunto il momento di mettersi in regola. C'è tempo fino a fine anno per comunicare al Registro delle Imprese il proprio indirizzo Pec, per non incorrere nelle sanzioni previste dalla delibera del Ministero dello sviluppo economico del giugno 2015, che impone alle Camere di Commercio l'onere di sanzionare le imprese sprovviste.
In aiuto arriva sull'home page della Camera di Commercio un prezioso vademecum, “Attenzione: verifica la tua Pec!”, che offre tutte le indicazioni pratiche per aprire la casella. Si rivolge in primo luogo a quanti non hanno mai avuto un indirizzo digitale informatico, cioè a tutti coloro che hanno ignorato l'obbligo in passato. In secondo luogo a coloro che hanno aperto una casella Pec e non sanno se ritenerla ancora valida. In questo caso basta controllare la scadenza del contratto stipulato a suo tempo con il gestore, o più semplicemente inviare una mail di prova all'indirizzo presunto. E ancora, ci si rivolge ad un terzo gruppo, a cui possono ascriversi le aziende che fino ad oggi hanno fatto riferimento alle associazioni di categoria e che ora devono assolutamente creare una casella propria.
Il passaggio successivo prevede la comunicazione del nuovo indirizzo di posta elettronica al Registro delle Imprese. «In realtà l'obbligo di fornirsi di un indirizzo di posta certificata da parte delle imprese è legge fin dal 2011– dice il segretario generale della Camera di Commercio Cristina Martelli –. Dal 2013 l'obbligo è stato esteso anche alle imprese individuali. Ma non tutti hanno provveduto e pertanto bisogna correre velocemente ai ripari. La problematica è scaturita dall'evoluzione dell'agenda digitale dell'attuale governo: tutte le imprese devono avere un proprio indirizzo di Pec al quale poter essere contattati dalla pubblica amministrazione. A sua volta la pubblica amministrazione non può ricevere alcunché dalle imprese che non provenga da Pec».
Di fatto la Pec diventa il vero domicilio dell'azienda, dove ricevere notifiche dal tribunale, dal quale far partire ogni tipo di istanza verso la pubblica amministrazione, comprese le richieste di finanziamento verso altri enti.
Un'ulteriore evoluzione è prevista per il prossimo anno, quando anche Equitalia potrebbe inviare le cartelle esattoriali per Pec.
«Da non sottovalutare – aggiunge Martelli – i vantaggi in termini di sicurezza e di privacy. Pensiamo ad esempio ad una notifica del tribunale, che arriva direttamente all'interessato in tempo reale: si abbattono i tempi della raccomandata, non si corre il pericolo di smarrimenti e si recuperano giorni preziosi. Si ha così la certezza di ricevere le comunicazioni che contano. Inoltre – ribadisce il segretario generale – l'uso della Pec in ambito privato trova infinite applicazioni: mi riferisco ai rapporti business to business dove la firma digitale, prevista per l'apertura della Pec, può dare la certezza del firmatario e far concludere a distanza un contratto».
Il percorso che porta all'apertura della Pec tuttavia non è privo di ostacoli, specie per chi non è avvezzo alla navigazione sul web. Bisogna partire dalla firma digitale, che si può ottenere prendendo un appuntamento con l'ufficio preposto in Camera di Commercio, al numero 050-512393. Servono la carta di identità e il proprio codice fiscale. Il secondo step prevede la ricerca di un gestore a cui inoltrare la richiesta, Aruba e InfoCert sono tra i più gettonati, valutando la capienza della casella, in base alla mole di corrispondenza prevista. I contratti variano da 10 a 40 euro, si paga con carta di credito. Infine si comunica il nuovo indirizzo di posta digitale informatica su : www.registroimprese.it, utilizzando il servizio gratuito “pratica semplice”.
Al sevizio hanno collaborato Stefano Gambini, responsabile dello sportello polifunzionale, e Fabio Notari, responsabile del Registro Imprese.
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