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«Pista più lunga a Firenze in ballo c’è la credibilità»

«Pista più lunga a Firenze in ballo c’è la credibilità»

Aeroporti: l’on. Fontanelli sull’ok dell’assessore regionale ai 2.400 metri a Peretola «Vorrei sapere cosa è cambiato, Rossi si era impegnato promettendo battaglia»

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PISA. «Uno scatto di saggezza per ripensare al progetto della nuova pista di Firenze», è l’auspicio del deputato Paolo Fontanelli (Pd). Sul sistema aeroportuale toscano le polemiche non si fermano, tra aperture dell’assessore regionale sulla pista da 2.400 metri e la possibilità per Ryanair di volare anche a Peretola. «La Regione, per bocca dell’assessore Ceccarelli, si dichiara disponibile a valutare l’allungamento della pista di Peretola a 2400 metri, rivedendo quindi quanto previsto dal Pit. Eppure sul rispetto di questo fondamentale atto della Regione, e dunque sul limite dei duemila metri, si sono spese parole decise da parte di amministratori e dirigenti del Pd, a cominciare dal presidente Rossi che aveva annunciato battaglia legale se avesse insistito per stravolgere tale previsione. Che cosa è cambiato allora in questi ultimi mesi?», si chiede Fontanelli. «Ma è davvero cambiato qualcosa - riprende - o invece eravamo di fronte ad una finzione visto che di Enac e del Comune di Firenze conoscevamo già l’intenzione di arrivare ad una pista lunga, valida per tutti i voli internazionali? Di certo, se non si difendono le previsioni urbanistiche approvate in consiglio regionale, non si rafforza il ruolo e la credibilità delle istituzioni. Qualche chiarimento sarebbe auspicabile da parte degli “uomini di parola”».

E’ arrivata poi la valutazione di Ryanair che, con una pista più lunga, può prendere in considerazione l’ipotesi di spostare voli su Firenze. «Cioè - dice Fontanelli - Ryanair smentisce chi ha sostenuto che “mai e poi mai” si possono prevedere voli low cost da Firenze perché la vocazione è dello scalo pisano. In realtà dà ragione a chi, come noi, ha sempre sostenuto che in presenza di strutture equivalenti è il mercato, fatto dalle compagnie, a decidere voli e destinazioni, e non le società di gestione degli aeroporti, che hanno tutto l’interesse ad assecondare il mercato».

«Forse sarebbe uno scatto di saggezza - conclude il deputato - quello di ripensare al progetto della nuova pista, che produce guasti sulla piana e costa un’enormità di soldi pubblici e privati, e puntare ad una integrazione più forte tra i due scali, che ora hanno un’unica gestione, migliorando e potenziando Peretola nella sua dislocazione attuale. Del resto nell’ultimo decennio entrambi gli aeroporti sono cresciuti, senza che l’uno penalizzasse l’altro, con incrementi percentuali tra i più alti d’Italia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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