Il Tirreno

Pisa

passione nei boschi e in cucina

Funghi-boom sul Monte Pisano

di Pierluigi Ara
Funghi-boom sul Monte Pisano

Meteo favorevole, cesti colmi. La soddisfazione dei ristoranti

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CALCI. Funghi a go-go sul Monte Pisano. Stanno nascendo un po’ dappertutto grazie alle condizioni meteo favorevoli. Con un certo ritardo forse rispetto alle aspettative, nel solco della tradizione che su questo territorio è ben radicata.

«Finito il momento dei pioppini, che rimangono i più prelibati, con habitat ideale oltre che alle piante di pioppo, al legno dei fichi, ecco il boom dei porcini che la gente chiama popolarmente morecci per il colore caratteristico», dice Claudio Pistoresi, un esperto del settore. «Io – aggiunge – ne ho trovati già in grande quantità sopra Crespignano, zona ben nota perché si creano situazioni ambientali molto propizie. Invece l’amico Maurizio, a Le Sughere, ha fatto incetta di cocchi, varietà pure prelibata».

Cesti ricolmi per i tanti appassionati. I ricercatori cosiddetti professionisti hanno i loro luoghi segreti e difficilmente li rivelano. C’è chi fa una cernita, nel senso che scarta le varietà meno nobili e neanche le porta a casa visto che, soprattutto sotto i castagni, è possibile rifornirsi di porcini. Qualcuno, più scrupoloso, dimostra prudenza e, prima di consumarli, fa controllare i funghi nel timore che ce ne siano di malefici.

Mette in guardia Pistoresi: «L’amanite falloide è sempre in agguato. Quella, talvolta ben mimetizzata, si rivela pericolosissima perché manda all’altro mondo la persona sprovveduta in conseguenza dei danni irreparabili a fegato e reni. Nell’incertezza, meglio non fidarsi e rinunciare». «Io – confida candidamente Stefano Meucci – ci monto sopra, ma i funghi, che pure ci sono, non mi interessano anche perché non mi piacciono. Sono un cacciatore e voglio solo la selvaggina». Si frega le mani Paolo Degli Innocenti, titolare del ristorante Le Porte, sul Monte Serra. «I nostri clienti – dice – fanno festa di fronte alla tavola ben imbandita dove trionfano i piatti a base dei morecci, colti e cotti nell’evolvere di poche ore. Dagli antipasti ai primi, ai secondi e perfino nei dolci mia moglie impiega estro e mette in pratica inesorabile creatività per la delizia dei buongustai». Afferma Silvano Consani: «Il tempo di questi ultimi giorni ha creato le premesse perché la produzione dei funghi possa continuare e magari intensificarsi. Quando arriverà il freddo sarà il tempo delle rosselle che, specialmente sotto i pini, faranno la gioia dei numerosi frequentatori del bosco. Se non fosse stato per il forte vento già tre settimane fa si era registrato il boom». Michele Tozzini, presidente del Centro commerciale naturale Valgraziosa, indica le località dove i funghi nascono nelle più svariate specie. «Si fanno preferire Santallago, Campo di Croce, Pianbello, Prato a Giovo, La Caletta, Monte dell’Opera, La Foce, La Verruca, Le Scassate, tanto per fare qualche nome. Qui da noi – prosegue Tozzini – oltre i porcini, vengono molto apprezzati mazze di tamburo, ovoli, cocchi, lardaioli, cimballi, grasselli e rosselle».

In pratica, dal Monte Pisano, in questo autunno bizzarro, soprattutto buone notizie: accanto alla soddisfacente raccolta delle olive, il proliferare dei funghi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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