Il Tirreno

Pisa

Gavettoni tra normalisti e santannini

di Pierpaolo Corradini
Gavettoni tra normalisti e santannini

Anche fuochi d’artificio, palloncini e fumogeni tra le coreografie della tradizionale “battaglia”

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Anche i geni, i grandi filosofi, gli scienziati e perfino i presidenti della Repubblica sono stati giovani. E se sei una giovane matricola che si è conquistata il diritto a frequentare una delle due scuole di eccellenza di Pisa (Normale Superiore e Sant'Anna), il primo giorno del tuo insediamento ti verrà chiesto di partecipare alla storica battaglia che si terrà da lì a un mese. Come ogni anno infatti, tra normalisti e santannini è d'uopo addivenire alla pugna entro fine ottobre. Una vera e propria battaglia a colpi di gavettone dove molti di coloro che costituiranno la futura classe dirigente italiana si sfidano in puro spirito goliardico. Una settimana prima della tenzone si iniziano a preparare scudi, armi, stendardi e striscioni. “I tradizionali trabucco e catapulta sono consentiti. Le fionde, azionate da più persone, sono bandite. Le armi pesanti possono sparare solamente a palombella”. Così decreta il regolamento concordato tra i due acerrimi nemici, che per la prima volta quest'anno è stato redatto in forma scritta e con molte nuove regole.

«Il nostro sogno - dice il normalista Ministro della Guerra Marco Barberis - è quello di chiedere al sindaco Filippeschi di farci disputare la battaglia sul ponte di Mezzo». E arriviamo a giovedì sera. Sono da poco passate le 22,30 e piazza San Francesco è già gremita da oltre cento studenti della Normale, oltre a qualche decina di spettatori. I santannini fanno il loro rumoroso ingresso nella piazza. Poi, i contendenti si dispongono sul campo di gioco, frapponendo tra loro una zona franca di 3 metri. Si parte con le coreografie. I santannini si esibiscono in un'inquietante danza Haka in stile All Blacks, mentre i normalisti affondano con un colpo basso scandendo i nomi degli allievi non ammessi alla Normale, ma entrati invece al Sant'Anna. Inizia la battaglia e centinaia di gavettoni volano da una parte all'altra. “L'unico tipo di munizione consentita è il palloncino pieno d'acqua in fase liquida a temperatura ambiente con dimensioni pari ad un normale gavettone gonfiato in maniera ottimale”. A parte la scrittura notarile, viene da chiedersi con che cosa fossero riempiti i gavettoni negli anni precedenti. Finisce il primo tempo di 10 minuti, ma nei 5 minuti di riposo cori e offese continuano imperterriti. Gli schiocchi sugli scudi, ma anche sul corpo o addirittura sulla faccia di qualche malcapitato rimbombano in tutta la piazza. Molti combattenti iniziano a chiedere agli arbitri quanto tempo manca. Alla fine del secondo tempo sono ormai tutti completamente fradici. Sui volti di alcune matricole si legge un'espressione di smarrimento. Con il terzo e ultimo tempo gli animi si scaldano e le parole si fanno sempre più pesanti, ma alla fine quasi tutti sorridono. Fuochi d'artificio, fumogeni e palloncini ad elio concludono la serata. «Come sempre molti di questi ragazzi domani saranno malati», ci dicono dalla portineria di un dormitorio. Del resto sono giovani. C'è tempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web