La protesta
Rapine a Pisa, cinque tra collaboratori di giustizia e familiari arrestati
Sono ritenuti gli autori di colpi a danno di tabaccherie e altri negozi della città toscana. Tra i fermati anche due donne
PISA. Arresti importanti per rapine compiute a Pisa nei mesi scorsi. In manette sono finite cinque persone, 2 collaboratori di giustizia, arrestati proprio stamani in città, venerdì 30 ottobre, e alcuni loro familiari per rapine in tabaccherie e altri negozi della città. I "pentiti" verranno trasferiti in carcere e viveano sotto protezione in Toscana da anni per aver testimoniato in processi contro la criminalità. Originari del sud Italia, sulla loro identità gli inquirenti mantengono il massimo riserbo per non consentirne l'identificazione. Le indagini erano partite ad aprile, dopo una rapina ai danni di una tabaccheria nel quartiere di Sant'Ermete. Due persone, parzialmente travisate e armate di pistola, erano entrate nel negozio portando via l'incasso di 2.600 euro.
Stamani le polizie delle quadre mobili di Pisa, Roma ed Alessandria hanno dato esecuzione a cinque ordinanze di custodia cautelare a carico di collaboratori di giustizia e loro familiari. Le mosse dell'indagine si sono sviluppate in seguito alla rapina perpetrata nell’aprile scorso ai danni di una tabaccheria di Pisa, messa in atto da due soggetti parzialmente travisati ed armati di pistola, che riuscivano ad asportare la somma di € 2.600.
Le immediate attività investigative permettevano di recuperare a breve distanza da tale luogo l’auto utilizzata dai malviventi, risultata provento di furto nel comprensorio pisano. Ulteriore e valido elemento per il prosieguo dell’attività d’indagine derivava dall’analisi dei filmati del sistema di videosorveglianza presente nel negozio, nonché le notizie fornite dai testimoni. Gli elementi raccolti conducevano quest’ufficio a ritenere che nel caso in esame fossero coinvolti due soggetti conosciuti in qualità di collaboratori di giustizia.
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Venivano così monitorati i loro spostamenti quelli delle persone a loro vicine, che consentivano poi di accertare le responsabilità di uno di questi in un'altra rapina, avvenuta nel maggio scorso, ad un supermercato della periferia pisana, utilizzando anche in questo caso un'auto rubata. Una rapina in cui sono stati coinvolti dfamiliari degli autori dei colpi, tra cui due donne. L’azione predatoria veniva portata a termine utilizzando quale minaccia un coltello ed un taglierino e permetteva ai malviventi di asportare l’incasso giornaliero. Gli elementi raccolti in sede d’indagine sono risultati plurimi, univoci e concordanti nel ritenere i cinque soggetti responsabili delle condotte delittuose testé descritte, tanto da consentire alla Procura della Repubblica di Pisa di sposare in toto la tesi investigativa di quest’ufficio, così permettendo di ottenere le misure cautelari quest’oggi eseguite.
Il “modus operandi” è risultato essere sempre il medesimo, quasi a ripercorre una serialità nel colpire gli obiettivi prescelti. Si ritiene che proprio la circostanza che tra i soggetti coinvolti vi fossero due collaboratori di giustizia è l’elemento caratterizzante dei fatti reato in discussione e tale condizione, è stata da loro ingenuamente ritenuta una sorta di “scudo” per proteggersi da qualsivoglia forma di sospetto
L'attività di indagine, concentrata sull'analisi dei filmati del sistema di videosorveglianza, ha permesso di ricondurre a due soggetti conosciuti in qualità di collaboratori di giustizia. Tra gli arrestati anche due donne ritenute responsabili di concorso nelle rapine. Il modus operandi è risultato essere sempre lo stesso: prima un sopralluogo all'esterno e all'interno degli esercizi commerciali da rapinare accompagnati da un minore. E poi il colpo con l'uso di taglierini o armi da taglio.
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