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Il piano “Strade sicure” perde i pezzi

Il piano “Strade sicure” perde i pezzi

Da lunedì i militari in servizio sul territorio scenderanno di un’unità: da 35 a 30 parà

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PISA. Non poteva esserci momento peggiore. Da lunedì Prefettura, Questura e comando dei Carabinieri dovranno fronteggiare una nuova emergenza.Lo Stato maggiore dell’Esercito ha comunicato di dover ritirare dal progetto Strede sicure un’unità da cinque militari. Il taglio rischia di incrinare il piano di sicurezza pubblica studiato per Pisa.

Così, dal 2 novembre passeranno da 35 a 30 i paracadutisti schierati per i servizi di sorveglianza nei luoghi più “caldi” della città. Per Piazza dei Miracoli, la stazione, Piazza Vittorio Emanuele e il centro storico mancheranno all’appello uomini che finora hanno dimostrato di essere importanti anche per il supporto ad operazioni importanti. L’ultima in cui i parà sia intervenuti, ad esempio, risale a martedì alla stazione. Anche grazie ai militari, infatti, è stato catturato il tunisino di 42 anni che in viale Gramsci aveva minacciato con un coltello una ragazza che passava sotto le logge.

Il taglio a Strade sicure, ovviamente, deriva da un ordine diretto del ministero dell’Interno e rischia di esacerbare i rapporti istituzionali fra l’amministrazione di Marco Filippeschi e il ministro Angelino Alfano. Da tempo infatti il primo cittadino chiede al titolare del Viminale un numero di forze dell’ordine maggior, e le richieste, numerose ma finora sempre inascoltate, sono state avanzate in ragione di quella che il Filippeschi ritiene una penalizzazione nelle assegnazioni di personale ingiustificata e sproporzionata rispetto alle reali esigenze di una città che, seppure sulla carta conti 90 mila abitanti, è invece una realtà frequentata quotidianamente da 150mila persone grazie alla capacità attrattiva dei suoi servizi: una delle stazioni più trafficate di Italia (18 milioni di passeggeri), l’aeroporto, una popolazione universitaria di 55mila studenti ai quali si aggiungono gli utenti dei poli ospedalieri. Il taglio non è davvero un buon segno. Soprattutto perché le dotazioni per Strade sicure andrebbero rinegoziate a fine anno. E adesso non è detto che vengano riconfermate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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