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«Diciamo no: specificità da mantenere»

«Diciamo no: specificità da mantenere»

Luca Panicucci, nuovo coordinatore provinciale di Sel: un errore unire Pisa e Vicopisano così come Vecchiano e Cascina

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PISA. Luca Panicucci, classe 1987, è da poche settimane il nuovo coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia Libertà. Lo abbiamo raggiunto per porgli alcune domande, dopo che l’assemblea nazionale del suo partito ha dato il via al percorso verso il nuovo partito della sinistra italiana. E dalla chiacchierata escono anche indicazioni nette sia sulla prospettiva del comune unico di area pisana che delle eventuali alleanza con il Pd.

Panicucci, è ufficiale quindi: Nichi Vendola ha lanciato il percorso verso la nuova “cosa rossa”, a dicembre ci sarà il primo appuntamento nazionale...

«Entro novembre ci sarà un unico gruppo alla Camera e poi la grande iniziativa di dicembre per lanciare questo nuovo progetto. Non chiamiamola “cosa rossa” però. Quello che dobbiamo costruire non è un luogo della nostalgia e delle vecchie formule. E poi basta leggere i giornali di questi giorni per rendersi conto che l’area del dissenso a sinistra nei confronti delle politiche di Renzi è molto più larga e articolata del perimetro della vecchia sinistra radicale».

I vostri compagni di strada però, a partire da Possibile di Pippo Civati, non sembrano molto d’accordo e vi chiedono una maggiore chiarezza sulle alleanze, anche a livello locale...

«E’ evidente che ci siano resistenze anche a sinistra, ma su un punto siamo chiari: non ci interessano le alchimie e non ci rivolgiamo a ceti politici vecchi e nuovi. Oggi c’è così tanta sinistra fuori da noi che non trova più una rappresentanza: nel sindacato, nell’associazionismo e anche nel tradizionale elettorato del Partito democratico. Noi vogliamo costruire una sinistra forte, autorevole, credibile e che non rinunci all’obiettivo del governo dei processi. Ai compagni di Possibile e agli altri vorrei dire che non ci si può sempre definire per contrarietà e penso che la sinistra dovrebbe discutere dei numeri impietosi sulla povertà invece che dei centimetri di distanza dal Pd».

Niente gruppo unico a Pisa, quindi? E negli altri comuni al voto l’anno prossimo come vi comporterete? Sel è in maggioranza con il Pd a Cascina, Vecchiano, Buti…

«Mi sembra che il problema del gruppo unico sia stato risolto dal silenzio in seguito alla nostra proposta di farlo. Per quanto riguarda i rapporti a sinistra, ragioniamo con tutti ma restiamo contro il minoritarismo. Il nostro obiettivo resta la ricostruzione di un’area progressista che voglia governare senza però essere malata di governismo. Sulle amministrative dell’anno prossimo decideranno naturalmente i nostri circoli territoriali. Si tratta di realtà dove secondo me abbiamo governato bene in questi anni e sono convinto che sapremo come sempre costruire una proposta politica seria e precisa, aperta a tutta la sinistra. Sulla quella base valuteremo programmi e alleanze».

Sempre che non si vada verso un unico comune dell’area pisana…

«Ho letto con attenzione lo studio dell’Irpet e mi auguro non si voglia affrontare il problema in modo precipitoso, concentrandosi sui costi e non sull’efficienza e sulla rappresentanza dei cittadini. Il caos intervenuto dopo l’abolizione delle Province lo abbiamo sotto gli occhi. Come faceva notare Franco Marchetti sul vostro giornale, per garantire omogeneità dei servizi, condivisione della programmazione ed efficienza non occorre necessariamente l’accorpamento dei comuni. Immaginare un comune unico che va da Pisa a Vicopisano, da Vecchiano a Cascina: penso sia un errore che non tiene conto delle specificità del territorio».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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