Gioco
Centrale a biomasse, c’è il ricorso
È stato presentato al Tar contro tutti gli enti che hanno concesso le autorizzazioni per l’impianto
PISA. È stato depositato al Tar di Firenze il ricorso per l’annullamento delle autorizzazioni concesse alla futura centrale a biomassa di cippato che dovrebbe sorgere nel pieno centro di Coltano. E con il deposito del ricorso, si è potuto sapere il nome della società che è la Byomass srl che non ha alcun sito internet e nel web compare solo in un paio di siti che elencano imprese del territorio pisano. Della Byomass, nel web, non ci sono numeri di telefono o mail a cui scrivere. I ricorrenti al Tar sono: la Proloco di Coltano, l’Arci di Coltano, la società Il Cavallo e la cooperativa Terre di Coltano. A questi, si aggiungono cinque persone fisiche. Il ricorso è contro il Comune, il ministero dell’interno per le autorizzazioni concesse dai Vigili del Fuoco, il Ministero dei beni culturali, la Sovrintendenza di Pisa-Livorno, l’Ente Parco, la Provincia e la Asl5. Quest’ultima contattata due volte in due diverse circostanze, da Il Tirreno per avere “numi” sulle autorizzazioni concesse non ha ancora risposto alle nostre domande.
Il ricorso è anche contro la Regione Toscana. Ovviamente, ci sono anche la Byomass e la Cooperativa Le Rene che ha concesso il terreno e l’immobile alla società. Secondo i ricorrenti ed i loro avvocati (Zanobini-Flovieri) ci sono fondatissimi motivi di annullamento delle licenze concesse. «Ci sono dei passaggi – spiega Dell’Omodarme – che sono illegittimi già a prima lettura». In particolar modo, i ricorrenti, tra i vari punti dell’articolato ricorso, manifestano le loro forti perplessità sulla “rapidità” con cui la società ha presentato e ricevuto tutte le autorizzazioni (oltre 12). Ricordiamo le infuocate assemblee in cui un allevatore ha rinfacciato alle autorità di aver passato 7 anni tra pratiche burocratiche per una tettoia di lego per cavalli, ed un imprenditore ne aveva passati 20 di anni per l’ampliamento di un caseificio. «C’è un punto nel ricorso – spiega Dell’Omodarme – in cui lo stesso Comune dichiara per iscritto l’inusuale urgenza con cui si deve procedere mandando una missiva a tutti gli enti coinvolti che si dovevano pronunciare due settimane».
Sulla celerità in effetti, tutti i partecipanti alle riunioni al circolo di Coltano hanno dimostrato forti perplessità (per usare un eufemismo). Ricordiamo che il Comune e l’Ente Parco ci hanno sempre messo la faccia a queste riunione se pur con dei distinguo.
Il braccio politico dell’amministrazione comunale Filippeschi-Zambito ha sempre dichiarato di non sapere nulla. Il sindaco Filippeschi ha fatto sì che i ricorrenti avessero in tempi rapidi l’accesso agli atti.
L’assessore all’urbanistica Ylenia Zambito ha sempre sottolineato che di queste pratiche se ne occupano i tecnici e che lei era convinta che le autorizzazioni non fossero state concesse perché il Parco aveva fatto ricorso contro la centrale.
Il Parco però il ricorso lo ha perso.
La posizione del Parco è sempre stata chiara e ribadita in una nota: «Nel 2014 un’azienda agricola di Coltano ha presentato domanda di autorizzazione per l’attivazione di un impianto a biomasse, l’Ente Parco ha infatti in un primo momento negato il nulla osta: ciò è avvenuto perché riteneva che la destinazione d’uso dell’immobile scelto per l’impianto, non fosse idonea allo sviluppo dell’attività e non, dunque, per altri motivi. Purtuttavia, dopo il ricorso al Tar da parte dell’azienda richiedente, su parere dell’Avvocatura di Stato l’amministrazione ha rinunciato a costituirsi in giudizio, giacché non vi erano obiezioni di natura urbanistico-edilizia».
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