Gioco
Ago, filo e tegami, ingredienti per l’integrazione
Un progetto di cucito e cucina rivolto alle donne di nazionalità straniera presenti sul territorio
SAN GIULIANO TERME. “Donne di altre terre, insieme donne del mondo”: è lo slogan del progetto di Cucito e Cucina rivolto alle immigrate del territorio. Sono 140 circa i richiedenti asilo. In attesa del riconoscimento del loro status, il Comune di San Giuliano è mobilitato per offrire loro la migliore accoglienza. Il progetto di Cucito e Cucina è stato presentatodal sindaco Sergio Di Maio, il vice Franco Marchetti e dai rappresentanti dei soggetti che hanno realizzato l’iniziativa: Vincenza Pierini, Francesca Mori, Ajoke, nigeriana in rappresentanza dell’associazione Bagni Crea di San Giuliano, della cooperativa Paim, con la collaborazione anche della Società della Salute. Il sindaco ha sottolineato l’importanza di questo progetto, uno dei tre messi in cantiere. Gli altri due sono insieme con la Croce Rossa Italiana, la Cooperativa Arnera e l’associazione Orti Pisani: si riferiscono all’impiego in lavori socialmente utili e l’avvio ad un’attività agricola. Il corso di cucito e cucina rientra nell’ambito delle azioni mirate ad una politica di integrazione avanzata. Il giovedì si lavorerà accanto ai fornelli, il sabato terranno banco l’uncinetto, la maglia, il telaio. Ha rilevato Marchetti come alcune delle donne, di nazionalità africana, si trovino in stato di gravidanza e potranno così anche preparare il corredino per i nascituri. Di Maio ha invece messo l’accento sull’obiettivo di costruire in particolare un mondo di pace e di solidarietà e ha ripetuto che San Giuliano intende essere per questo all’avanguardia. Marchetti ha ripetuto: «Purtroppo si continua a ragionare come se ogni situazione fosse una fase emergenziale, invece dobbiamo misurarci con una realtà che guarda lontano e dovrà incidere nei futuri rapporti tra i popoli”. Tutti ad una voce: “Pensiamo che il maggior contributo sia proprio quello derivato dal mettere in contatto le persone attraverso le proprie storie e culture per far si che vi siano crescita ed integrazione, nel calore umano della civiltà”. Non sono mancate frecciate all’indirizzo di chi vuole una società che si racchiude in se stessa e che pone sempre più al centro l’individualismo. (pl.a.)
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