Il Tirreno

Pisa

Benzinaia eroica, il ladro la picchia ma lei lo fa arrestare

di Mario Neri
A destra Alessia Nuti, la benzinaia che ha fatto arrestato il ladro. A sinistra Giuseppino Nanni
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A destra Alessia Nuti, la benzinaia che ha fatto arrestato il ladro. A sinistra Giuseppino Nanni

Pisa: il malvivente fa irruzione all’Ip di Cisanello e l’aggredisce con la cinghia. Preso dai carabinieri grazie anche all'aiuto di un passante

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PISA. «Mi sono sempre detta che se qualcuno avesse cercato di derubarci non avremmo dovuto fare i coraggiosi. Invece...». Invece Alessia gli si è aggrappata addosso con le unghie al ladro che ieri mattina si è ritrovata nel negozio del distributore. «L’ho sorpreso lì, nascosto a terra nello sgabuzzino, aveva ancora la cassetta dei soldi in mano».

Alessia Nuti, 42 anni, gestisce l’Ip su via di Cisanello da anni. Sull’esterno, l'edificio con gli uffici e gli scaffali con gli olii e le gomme di ricambio è pieno di segni di scasso, furti o tentati furti, insomma, qui se ne sono visti parecchi. Due anni fa i ladri si piazzarono col furgone sul ponte per il cambio gomme, lo caricarono di attrezzi e via. Mai però un faccia a faccia con i delinquenti. Lunedì 26, invece, se l’è vista brutta davvero. Un uomo si è introdotto nel negozio intorno alle 7,30, lei se l’è trovato di fronte e ha lottato come una leonessa. Un georgiano di 35 anni che a fine mattinata finirà al carcere Don Bosco per rapina, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento, un malvivente catturato proprio grazie al suo coraggio.

A quell’ora l’area di servizio era già piena, cinque o sei auto in fila alle pompe di benzina e lei, insieme al collega, Gianluca Trenti, indaffarata sul piazzale. «Mi sono accorta che la porta del negozio era aperta - racconta - sono andata a vedere». Il malvivente si è alzato e l’ha spinta. Alessia non ci ha visto più. Cominicia ad urlare, «Chiama i carabinieri», dice a Gianluca, poi prova a trattenerlo. Vorrebbe chiuderlo dentro, e attendere fuori l’arrivo delle forze dell’ordine. Ma niente, «ha spinto la porta, è uscito e si è diretto sul retro, dove aveva lasciato la bici. Non sapevo cosa avesse preso, solo dopo ho capito che si era portato via al massimo 50 euro di spiccioli, ho agito d’istinto». Gli si attacca alla bici, lo strattona. «Ma mi ha fregata, è sceso al volo e io sono caduta, dev’essere in quel momento che mi ha dato il pestone sul piede fratturandomi l’alluce».

Il georgiano così attraversa la strada, «si è diretto verso il fosso e...». «E sono arrivato io», dice Giuseppino Nanni. Sono le 13, ora sta tornando a casa, verso Ghezzano, «stavo accompagnando mia nipote a scuola - dice -  ho visto la scena, Alessia e il ragazzo che inseguivano quell’uomo, ho capito che qualcosa non andava e mi sono messo di traverso con l’auto». Sul ciglio della strada Alessia e Gianluca bloccano il malvivente. «Era a terra, tremava e gridava “Aiuto, sto male”. Poi però si è rialzato, si è tolto la cintura e ha tentato di frustarci. Ci siamo ritratti». Il malvivente scappa di nuovo, ma a quel punto sta già arrivando la volante. «Un carabiniere l’ha inseguito e bloccato nei campi. Sono stati bravissimi, sono arrivati in cinque minuti». Il georgiano, un tossicodipendente con precedenti per furto, prima di arrendersi proverà a malmenare anche uno dei militari e una volta arrestato, in macchina, tirerà calci e pugni allo sportello, provando ad uscire. «Non so cosa mi sia preso, a rifletterci adesso mi viene in mente che avrebbe potuto avere un coltello e, magari chissà, adesso non sarei qui a raccontarla».

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