La protesta
Obbligo defibrillatori «Un rinvio necessario»
PISA. Fa discutere il nuovo rinvio, disposto dalla Regione, sull’obbligatorietà dei defibrillatori semiautomatici (Dae) all’interno degli impianti sportivi. Dopo un primo rinvio al primo ottobre 2015,...
PISA. Fa discutere il nuovo rinvio, disposto dalla Regione, sull’obbligatorietà dei defibrillatori semiautomatici (Dae) all’interno degli impianti sportivi. Dopo un primo rinvio al primo ottobre 2015, nei giorni scorsi è stata decisa un’ulteriore proroga al primo luglio 2016 La normativa stabilisce l’obbligo della presenza all’interno degli impianti sportivi, nei quali si praticano attività sportive e motorio-ricreative, di un defibrillatore semiautomatico esterno, con obbligo di dotazione a carico dei gestori degli impianti o, di fronte a una pluralità di soggetti gestori, in modo congiunto. Obbligatoria anche la formazione di personale per l’uso del defibrillatore durante l’attività quotidiana.
Le sanzioni previste sono pesanti. L’inosservanza dell’obbligo di dotazione del defibrillatore comporta infatti la chiusura dell’impianto fino all’adempimento; inoltre, l’assenza di personale abilitato durante l’orario di apertura degli impianti e l’inosservanza degli obblighi di formazione comporta a carico dei soggetti gestori una multa che va da un minimo di 2.500 euro a un massimo di 5.000 euro. Infine, la mancata manutenzione periodica dei defibrillatori comporta una sanzione tra i mille e i duemila euro.
Il medico pisano Maurizio Cecchini, uno dei pionieri in materia, è estremamente critico nei confronti di questo rinvio : «Sono indignato, - scrive. - Questa proroga comporterà infatti la morte statisticamente prevedibile di circa 100 persone toscane sui campetti di calcio, nelle palestre, nelle piscine. In Italia negli ultimi sei anni sono morti sui campetti 592 ragazzi sotto i 18 anni. Uno ogni tre giorni. Vergogna, signori miei, vergogna. Avete votato con il peggior spirito di bottegai, sollecitati da Associazioni sportive che dicono di non poter sostenere il prezzo di 1000 euro….per comprare un DAE». E. limitando il dato su Pisa e provincia, «Nel prossimo anno circa 150 pisani potrebbero andare incontro a morte improvvisa», dice Cecchini.
Ma questa proroga era davvero necessaria? Abbiamo chiesto un parere a Salvatore Sanzo, assessore allo sport di Pisa e presidente regionale del Coni. «Concordo totalmente con il dottor Cecchini sulla necessità dei Dae – spiega. – Sul piano pratico, d’altra parte, non me la sento di dar torto alla Regione sulla proroga: va fatta un’analisi dei costi per non mettere in ginocchio le società e gli enti di promozione sportiva. Per essere chiari: a causa dei ritardi, senza una proroga lo sport toscano si sarebbe fermato. Non intendo quello professionistico, ma quello di base. Nella settimana del voto sulla proroga, sono stati sospesi i campionati di enti di promozione». Sanzo si augura però che non vi siano ulteriori ritardi. «Ora bisogna che tutti, anche i Comuni, provvedano a comprare i defibrillatori. Già nel 20102 alla Provincia riuscii ad acquistarne almeno cinque, che facevamo “girare” fra le società, con i corsi tenuti proprio da Cecchini. Questa proroga era necessaria per una mera situazione di fatto, ora bisogna che tutti gli interessati, enti e società, si uniformino alla legge dato che i defibrillatori non sono un obbligo burocratico ma uno strumento utile a salvaguardare la salute e la sicurezza di chi fa sport».
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