Il Tirreno

Pisa

Quattrocento firme cadute nel vuoto

di Carlo Venturini
Quattrocento firme cadute nel vuoto

Un edificio della scuola “Fucini” è adibito a magazzino. Alunni, genitori e docenti reclamano più spazi per l’attività didattica

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PISA. Dallo scorso luglio 400 cittadini e residenti bussano alla porte di Comune e Provincia ma nessuno apre loro. Il Comitato di Mezzogiorno, assieme a tanti genitori, ha raccolto oltre 400 firme affinché l’edificio che insiste nel cortile delle scuole medie “Renato Fucini” venga affidato alle stesse scuole per l’utilizzo didattico. È una questione che monsieur de La Palisse ha affrontato secoli fa ma in realtà è ancora attuale. Per una sorta di “inghippo burocratico”, l’edificio ristrutturato ex novo a spese dei cittadini, di fatto viene usato come magazzino di sedie, lavagne e suppellettili scolastiche. Accanto all’edificio, c’è il cortile del liceo scientifico, del classico e del commerciale. E tra Comune e Provincia che fanno? Lo usano come deposito. Peccato sia stato ristrutturato proprio per essere una scuola.

«L’edificio è stato ristrutturato dalla Provincia, è attiguo alla scuola Fucini, ma non è mai stato destinato alla stessa scuola nonostante la richiesta dei genitori e degli insegnanti. Una richiesta di buon senso vista la logistica», dicono dal Comitato di Mezzogiorno. «È vero che c'è una questione di riordino degli immobili di proprietà della Provincia – specificano dal comitato – ma è tutto di difficile comprensione per i cittadini. Perché il primo giorno di scuola i genitori si sono trovati nel cortile un camion che scaricava tavoli e lavagne da riporre negli spazi in questione, con un tempismo che sfiora l’incredibile?».

Monsieur de La Palisse, appunto. Logica vorrebbe che quell’edificio venisse destinato all’uso per cui, a spese nostre, è stato rifatto. Fatto sta che da luglio i cittadini si sono mossi, e a parte l’assessore comunale Andrea Serfogli non vi è stato nessun interessamento. Serfogli deve comunicare con il presidente “ombra” della Provincia Giovanni Viale, neo segretario del Pd cittadino, visto che la proprietà è della Provincia. «Il comitato ha avuto riscontro solo da parte di Serfogli che si è attivato avviando incontri con Viale, incontri che evidentemente non sono valsi a nulla», dichiarano i portavoce del comitato.

Con la sottoscrizione, il comitato e i genitori vogliono segnalare una storia di ordinaria incomunicabilità burocratica che coinvolge una scuola media in città, la “Fucini”, che rappresenta un’eccellenza. «L’eccellenza sta nel fatto che una piccola succursale ha visto aumentare le richieste di iscrizione in modo esponenziale – spiegano dal comitato –, per merito dell'offerta didattica, dei buoni insegnanti e dell'ambiente scolastico accogliente, e la scuola in questione ha davvero bisogno di spazi per le numerose attività di laboratorio che vengono proposte agli studenti».

La risposta della Provincia è sempre stata negativa. Ecco dunque che arriviamo al Comitato di Mezzogiorno che vede in questa storia una ennesima occasione mancata per valorizzare il contesto del quartiere, creando anche un presidio socio-istruttivo e propedeutico in sostituzione dell'abbandono decennale. «Non si riescono a capire le motivazioni sempre più astratte, lontane dalle esigenze espresse dalle famiglie e dalla scuola – dicono dal comitato –. Da anni viene chiesto di attivare il citofono esterno con l’apricancello senza il quale questo deve rimanere aperto con evidenti criticità di sicurezza, da anni, dopo che sono stati effettuati dei lavori comunali di passaggio di impiantistica interrata davanti al cancello di entrata, si è creato un avvallamento che diventa una enorme pozza d’acqua appena piove, costringendo a dover per forza guadare l’ingresso, da anni viene chiesto di mettere in sicurezza i vari accessi usati furtivamente da drogati che lasciano poi i resti di siringhe e quant’altro nel cortile». Tutto tace, da anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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