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Pisa

«Rettore, devi dimetterti»

«Rettore, devi dimetterti»

La rabbia degli universitari dopo lo sgombero. Duro confronto con Augello

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PISA. «Quando abbiamo scoperto le migliaia di libri abbandonati avete ordinato uno sgombero armato», accusano gli studenti chiedendo dimissioni a destra e a manca. «Falso. Quello è un magazzino e non abbiamo chiesto lo sgombero», ribatte il rettore al megafono dalle scale di palazzo “Alla Giornata”. La rabbia degli studenti non si ferma. A 24 ore dal “movimentato” sgombero dell’ex-Gea - la struttura occupata martedì scorso dopo un’assemblea d’Ateneo convocata nell’ambito della mobilitazione contro la riforma dell’Isee -, gli studenti tornano in piazza. E lo fanno con un lungo corteo approdato al Rettorato per urlare in faccia ai vertici dell’Ateneo quello che definiscono uno «scandalo».

Anzi, un duplice scandalo. Da una parte le migliaia di libri scoperti all’interno della struttura di via Emanuele Filiberto (per i quali sono accusati di furto e ricettazione), dall’altro lo sgombero avvenuto alla presenza di un funzionario di polizia che, per pochi minuti, ha impugnato una pistola. Dietro lo striscione “I ladri siete voi”, circa duecento studenti, dopo il concentramento a Palazzo Ricci (sede dell’ex facoltà di Lettere occupata dopo lo sgombero dell’ex-Gea), si sono mossi in corteo attraversando parte del centro storico e scandendo slogan contro la polizia e i vertici dell’Università. A più riprese, hanno chiesto in coro le dimissioni del rettore Massimo Augello, del funzionario dell'economato dell’Ateneo Federico Massantini e del funzionario della polizia che ha fatto irruzione all’ex-Gea brandendo un’arma. «Non abbiamo rubato nessun libro, li abbiamo spostati per allestire una mostra e fare un aperitivo - si difendono gli studenti -. La struttura è stata sgomberata perché abbiamo portato alla luce uno scandalo: migliaia di libri abbandonati. Alle richieste di spiegazioni, l’Università ha risposto mandando la polizia armata di pistole». Dopo un passaggio al dipartimento di Matematica, gli studenti hanno sfilato sotto la questura. Da via Lalli, la manifestazione è proseguita su lungarno Mediceo e lungarno Pacinotti, per poi approdare davanti al Rettorato. Ad attenderla rettore, prorettori e alcuni rappresentanti del cda dell’Università e del Senato accademico, riuniti per attendere l’eventuale arrivo degli studenti. Alla rabbia dei manifestanti, Augello, cercando di bypassare cori e fischi, ha sottolineato al megafono «di non aver chiesto lo sgombero».

Ne è scaturito un duro confronto con i manifestanti che, non soddisfatti delle spiegazioni, hanno occupato temporaneamente l’atrio del palazzo, dove è continuato l’aspro confronto. Dopo aver strappato un’assemblea d’Ateneo con sospensione della didattica per giovedì prossimo, gli studenti hanno lasciato il Rettorato per dirigersi verso Ponte di Mezzo dove hanno terminato il corteo. «L'Ateneo ha dato pieno appoggio alla mobilitazione che gli studenti stanno portando avanti contro la revisione dei parametri Isee – spiega l’Università in una nota -. Il Senato accademico ha deliberato una specifica mozione e il rettore si è impegnato a portare nelle sedi istituzionali l'esigenza di revisione delle modifiche Isee: ieri (giovedì, nda) era a Roma all’assemblea della Conferenza dei rettori che ha approvato un documento per chiedere al governo di “sottoporre ad un’attenta verifica il sistema di calcolo degli indicatori Isee e di individuare fonti di finanziamento per assicurare la borsa di studio a tutti gli aventi diritto”. L’Ateneo si è limitato a segnalare il fatto agli organi competenti (l'occupazione dell'ex-Gea, nda). Di fronte a ripetute segnalazioni che denunciavano la sottrazione di libri e all’evidenza che tali comportamenti erano ancora in corso l’Università ha provveduto ad allertare il 113, come da dovere di ogni pubblico ufficiale, senza sollecitare azioni di forza. Venuto a conoscenza del precipitare della situazione, il rettore ha contattato il questore ed ha invitato due prorettori a recarsi all’ex-Gea per cercare di evitare ulteriori degenerazioni. L’ex-Gea – conclude l’Ateneo - è utilizzato come magazzino della Pisa University Press con una regolare movimentazione tipica dell’attività di un'azienda di questo tipo. Una parte minoritaria dei volumi è invece di proprietà della Regione ed è in attesa di riconsegna. Non c’è, dunque, alcun mistero sulle migliaia di testi presenti nella struttura».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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