Il Tirreno

Pisa

Iannaccone corre per la successione

di Mario Neri
Iannaccone corre per la successione

L’informatico si candida: «Basta accordi dietro le quinte, spazio ai giovani»

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PISA. Per chi lo sostiene è un out sider, la speranza di un rinnovamento. Per chi lo guarda di sottecchi, soprattutto fra i decani di Ingegneria, una mina vagante. Del resto lui parla chiaro: «Non rispondo a logiche di corrente, la mia candidatura non è basata su accordi stretti dietro le quinte, cerco consensi in modo trasversale e trasparente». Addio alla vecchia guardia di ateneo, alle alleanze fra dipartimenti e vecchi lupi del mondo accademico pisano. Giuseppe Iannaccone, 47 anni, professore ordinario di Ingegneria informatica, sposato, tre figli e una vecchia passione per la corsa, giura che correrà anche stavolta, ma per la successione di Massimo Augello. L’annuncio lo ha dato giovedì: «Mi candido a rettore», ha scritto sul suo sito. E promette di farlo senza troppe strategie ma con l’unica idea di portare «un nuovo stile e una carica di innovazione» al governo dell’università di Pisa.

La “rottamazione” ad universitatem, insomma. «È un competitor di rottura, finalmente!», confida un docente di Ingegneria. E stupisce, perché l’endorsement arriva da un altro ordinario, non da un giovane ricercatore. Sì perché il su Iannaccone starebbero convergendo in molti. Non sarebbe un caso che sia naufragata la candidatura al nuovo cda di Marco Raugi, direttore del dipartimento di Energia, dei sistemi e delle costruzioni. E sarebbero nate proprio dopo le prime indiscrezioni sul suo nome il indecisioni su quello di Sandra Vitolo, ordinario di Ingegneria civile e industriale. Iannaccone starebbe convincendo la “base”, ricercatori, associati giovani, ma anche qualche prof di lungo corso finora molto più attendo alla ricerca e agli studi che alla carriera gestionale. In fondo anche il curriculum sembra segnare da solo una svolta: non è mai stato direttore di dipartimento, né senatore né consigliere di amministrazione. Mai neppure presieduto un corso di laurea. Tutto cattedra e ricerca.

L’annuncio lo ha dato (anche) dal suo blog appunto. Titolo: «La mia candidatura a Rettore dell’Università di Pisa», poi una foto con lo scorcio del lungarno, Palazzo alla Giornata sullo sfondo e un post breve. E anche questo fa parecchio social. Roba nuova, insomma. O almeno “nuovista”. «Qualche mese fa - scrive - ho illustrato una bozza della mia visione ricevendo un convinto apprezzamento e un supporto trasversale. Mi ha colpito profondamente il sostegno sia dei colleghi più giovani sia dei colleghi di grande esperienza».

In quel documento lancia già qualche idea. Ad esempio quella di rastrellare più risorse accettando di fare “ricerche commissionate” e puntando meglio sui finanziemnti europei. Cita anche un modello: Cambridge, che pur essendo paragonabile a Pisa come dimensioni riesce a raccogliere sei volte di più. «Intanto raddoppiamo quello che prendiamo oggi». Ma se vi chiedeste perché è uscito allo scoperto a otto mesi o forse più dal voto, ecco la risposta. Semplice, trasparente, senza giri di parole: «Non avendo mai avuto cariche istituzionali, mi serve più tempo per farmi conoscere». Senza esperienza? «Beh, per come è ingessata l’università - dice - se si cerca l’esperienza, si ricade inevitabilmente su un sessantenne che è al governo da dieci o quindi anni. Ma guardate Padova e Bologna. Hanno da poco eletto due rettori giovani». Anche nell’università il vento sta cambiando.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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