Il Tirreno

Pisa

Una piscina sotto il futuro studentato

di Danilo Renzullo
Una piscina sotto il futuro studentato

Completamente allagati i sotterranei dell’ex convento di Santa Croce in Fossabanda. Danni per quasi 270mila euro

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PISA. In futuro dovrebbe accogliere gli studenti universitari. Per il momento l’ex convento di Santa Croce in Fossabanda ospita solo acqua. L’eccezionale evento meteorico dello scorso 24 agosto ha lasciato il segno anche nella struttura di proprietà comunale e uno strascico di polemiche. I sotterranei dell’immobile sono completamente allagati e la prolungata presenza di acqua nei locali ha messo ko tutti gli impianti tecnici a servizio della struttura. Da quelli elettrici alla centrale termica e idrica. Apparecchiature abbastanza nuove (installate dopo il restauro dell’immobile nel 2000) rese quasi del tutto inutilizzabili dall’acqua con un danno stimato di oltre 266.000 euro, che potrebbe influire anche sulla convenzione – ancora da stipulare – tra l’Azienda regionale per il diritto allo studio (Ardsu), l’Università e il Comune per trasformare l’antica struttura in una residenza universitaria con annessa mensa.

In particolare, l’acqua che ha invaso i sotterranei ha provocato danni per 80.000 euro alla cabina elettrica; 20.000 ai locali dell’autoclave e altrettanti per i locali della centrale idrica e quelli della centrale termica. I locali del gruppo antincendio, quelli del gruppo frigo e i locali del gruppo elettrogeno hanno subìto danni rispettivamente per 30.000, 40.000 e 30.000 euro. A questi vanno aggiunti 15.000 euro previsti per opere edili di riparazione degli intonaci, tinteggiature e impermeabilizzazioni e 20.000 euro per i costi di consulenze tecniche per la predisposizione dei progetti degli interventi da effettuare. “La stima dei danni conseguenti all’allagamento dei locali tecnici interrati risulta al momento di difficile quantificazione, non essendo possibile verificare quanto possa essere recuperabile - si legge in una relazione tecnica stilata da Palazzo Gambacorti -. È presumibile che la presenza prolungata di acqua abbia danneggiato in maniera irreparabile gli apparati elettrici di tutti gli impianti presenti”.

Ai danni si aggiungono le polemiche. Nella Cut (Conferenza Università Territorio) dello scorso 6 ottobre, «dopo le richieste dell’Ardsu, l'amministrazione comunale aveva sottolineato la mancanza di una stima dei danni» spiega Sinistra Per. La relazione di Palazzo Gambacorti è però datata 16 settembre. «La stima – accusa la rappresentanza studentesca – esisteva quindi già alla data della Cut. È inammissibile che dopo le richieste dell’Ardsu per avere la documentazione si scopre che la situazione in cui versa Fossabanda prevede un costo così alto senza che questo sia stato detto in maniera chiara in Cut». Lavori che potrebbero ulteriormente ritardare l’intesa tra i tre enti. Il protocollo è stato approvato dai cda dell'Ardsu e dell'Università, ma non dal Comune (che ha valutato non più sufficiente una delibera di giunta, ma necessario un passaggio in consiglio comunale). Nei prossimi giorni si svolgerà un incontro tra i tecnici comunali e quelli dell’Ardsu per valutare i lavori da eseguire e per definire chi tra i due enti dovrà farsi carico degli interventi. «Un atteggiamento gravemente omissivo quello del Comune che per settimane non ha informato l’Ardsu su questa vicenda – accusa Ciccio Auletta di “Una città in comune-Prc” –. Alla luce degli interventi da effettuare, l'amministrazione deve chiarire che intenzioni ha: troverà lei le risorse necessarie?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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