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Pisa

la denuncia

Oltre 360mila metri quadrati in stato di abbandono

PISA. Centinaia di immobili inutilizzati e migliaia di metri quadrati abbandonati. Sono questi, in sintesi, i dati contenuti nella seconda edizione di “Riutilizziamo Pisa”, il dossier elaborato dal...

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PISA. Centinaia di immobili inutilizzati e migliaia di metri quadrati abbandonati.

Sono questi, in sintesi, i dati contenuti nella seconda edizione di “Riutilizziamo Pisa”, il dossier elaborato dal Municipio dei Beni Comuni - realizzato nell’ambito della campagna nazionale del Wwf “Riutilizziamo l’Italia” - sugli immobili cittadini, pubblici e privati, in stato di abbandono o sottoutilizzati.

«Sono dati inquietanti quelli che emergono dallo studio in nostro possesso – sottolineano gli attivisti del Municipio dei Beni Comuni –: a Pisa le politiche del cemento e del consumo di territorio da un lato e dell'abbandono di decine e decine di edifici pubblici dall'altro continuano da anni, diventando sempre più aggressive».

Secondo il dossier (che verrà presentato oggi pomeriggio alle 18,30 al Polo Carmignani e discusso alle 21 con l'architetto Alessandro Baldassari e il docente di sociologia urbana del Politecnico di Milano Agostino Petrillo), a Pisa circa 360.000 metri quadrati sono in stato di abbandono o parzialmente utilizzati, di cui 239.000 metri quadri completamente abbandonati.

«Un dato pari a circa quaranta campi di calcio: in pratica un’altra città», proseguono i militanti del “Municipio”. Numeri comunque sottostimati, in quanto il dossier non analizza gli alloggi di proprietà privata sfitti o inagibili (secondo un precedente censimento sono circa 14.633 gli alloggi “statisticamente” vuoti, di questi circa 8.500 realmente disabitati o affittati per brevi periodi per turismo o locati in nero) e i tanti capannoni abbandonati dell’area industriale di Ospedaletto.

Il 61% degli immobili abbandonati (146.000 metri quadrati) è di proprietà pubblica, di cui 97.000 metri quadri di proprietà comunale, mentre il restante 39 per cento (93.000 metri quadrati) è di proprietà privata. Negli ultimi sei anni, secondo lo studio, le aree abbandonate sono aumentante dell'11%, di cui 7,5% solo negli ultimi tre anni.

«È il caso di costruire nuove abitazioni quando già così tante in città non sono utilizzate? – si chiedono gli attivisti del Municipio dei Beni Comuni –. Siamo di fronte alla necessità di un serio controllo del territorio finalizzato alla prevenzione di quei fenomeni responsabili del degrado urbano con una necessaria inversione di rotta: bisogna investire nel mantenimento dell'esistente invece di creare nuovi volumi», concludono i militanti del Municipio dei Beni Comuni che, attraverso il dossier, avanzano dieci proposte per «l’immediato riutilizzo degli immobili abbandonati, sia a scopo abitativo che a fini sociali e culturali».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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