Toscana
Le Torri? Galleggiano come fossero navi
Si alza il livello della falda. Ai Frati Bigi «risparmiare sul ferro»
PISA. «Sta galleggiando praticamente come se fosse una nave».
Il soggetto sono le torri di Bulgarella a Pisanova. La diagnosi arriva da un tecnico della Rm di Engineering Srl di Crespina, ditta che ha realizzato l’opera, che nel dicembre 2013 al telefono con il braccio destro dell’imprenditore lo informa dei rischi che corrono le strutture bloccate da anni.
In pratica, scrivono i Ros nella monumentale informativa consegnata alla Dda di Firenze, «a causa di una eccessiva spinta determinata dalla pressione dell'acqua, la platea di fondazione si è deformata verso l’alto di circa 20 centimetri». Una situazione che allarma il tecnico che aggiunge: «Praticamente la fondazione sotto sta subendo una spinta di circa mille chili, da 800 a mille chili, ho fatto la misura oggi». L’instabilità della grande incompiuta, invisa a gran parte dell’opinione pubblica per lo sgradevole effetto estetico provocato da due scheletri nel cantiere. «Fa una schiena d'asino – prosegue il tecnico – quindi secondo me bisogna mettere una pompa e tenerla bassa la falda». Le preoccupazioni per la possibile deformazione delle fondazioni accompagna la conversazione al centro della quale resta il cantiere rimasto monco.
Ma anche nelle costruzioni che hanno proceduto spedite nella realizzazione, le intercettazioni fotografano un modo di fare da vecchio capomastro che lesina sulle materie prime per risparmiare. Tutt’altra immagine del “poeta del mattone” come Bulgarella si è sempre presentato con le sue opere per una clientela di fascia alta. È il caso del recupero del convento dei Frati Bigi, dove ha lavorato con la Littara Automatio Srl Giuseppe Littara, figlio di Vincenzo, ex direttore della Banca di Cascina.
Bulgarella consiglia di risparmiare sul ferro. L’imprenditore parla con il suo braccio destro, Salvatore Bosco.
Bulgarella: Va beh ... va bene mi raccomando risparmiare sui ferro là ... per le pareti vediamo un po’».
Bosco:«Eh già ce n’è la metà ... ce ne ha messo lui di quello che ci doveva mettere».
Bulgarella: Va bene ... okay».
Dal Gruppo Burgarella rispondono che «le due torri poggiano su 74 pali di calcestruzzo armato del diametro di 150 cm, infissi alla profondità di 45 metri nel sottosuolo e collegati tra di loro con una platea di fondazione di spessore di 150 cm vincolata ad una ulteriore platea di spessore inferiore. In ordine all'utilizzo del ferro, è ben noto che le strutture in acciaio, essendo più leggere, prevedono un minore utilizzo di ferro, senza pregiudizio alcuno per la stabilità. Le strutture vengono realizzate seguendo quanto in detto progetto riportato e le stesse, seguite da un direttore dei lavori strutturali esterno, sono oggetto di collaudo statico da parte di un ulteriore tecnico esterno e sottoposti ad un ulteriore controllo obbligatorio in contraddittorio con il Genio Civile».(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
