La protesta
Voleva la chiesa condivisa e partecipata
In una polemica con Sgarbi Plotti rispose «Non è un museo, la liturgia si è aggiornata»
PISA. Di lui si ricorda soprattutto un’aspra polemica, con il critico d’arte Vittorio Sgarbi, che lo accusava di aver dato, all’altare del Duomo, un assetto nuovo, con un’opera d’arte contemporanea, realizzata dal maestro Vangi.
Alle critiche rispondeva: «La chiesa non è un museo. Conservare tutto intatto, senza aggiungere nulla è poco accettabile. La liturgia si è modificata e aggiornata».
Monsignor Alessandro Plotti si è spento a Roma, dov’era ricoverato da alcuni giorni al Policlinico Gemelli. Nella Capitale viveva dal 2003, dopo aver lasciato la guida della diocesi pisana.
La notizia a Pisa è stata divulgata, con una lettera inviata a tutti i sacerdoti, religiosi, diaconi e fedeli della diocesi, dall’Arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto. Che, subito dopo ha fatto suonare a lutto le campane della Cattedrale. "Lo raccomandiamo al Signore - si legge nella lettera di monsignor Benotto - perchè nel suo amore lo accolga nella gioia dei Santi e Lo ringraziamo per tutto il bene che compiuto nella nostra e sua Chiesa di Pisa nei 22 anni del suo episcopato pisano".
Nei giorni scorsi molte associazioni pisane hanno pregato, durante le loro riunioni settimanali, per l'amato ex Pastore.
Un precedente grave ricovero l'arcivescovo Plotti lo ebbe il 5 settembre 2006, sempre a Roma, al "Gemelli", quando ancora guidava l'arcidiocesi di Pisa: subì un intervento chirurgico. A Pisa Plotti arrivò nel 1986 e vi è rimasto fino al: 22 anni di intensa attività, durante il quale ha amministrato il sacramento della cresima a 53mila ragazzi, ha ordinato 36 presbiteri, ha celebrato le esequie di 87 sacerdoti, vedendo inoltre portare a compimento 4 nuove chiese parrocchiali.
L’eredità che ha lasciato alla città è tutta racchiusa in un intervento fatto alle settimane sociali, che si tennero a Pisa nel 2007, in cui ripropose i temi salienti del suo episcopato: l'idea di una Chiesa «fermento e ispirazione per la ricerca e la realizzazione di un bene comune, partecipato e condiviso». Anziché arroccarsi nella difesa della propria identità, Plotti auspicava una Chiesa che «non ignori quanto abbia ricevuto e riceva dalla storia e dallo sviluppo umano». Per l'arcivescovo di Pisa tra Chiesa e società, tra mondo della fede e storia non c’era contrapposizione, ma dialogo, reciprocità, convergenza.
Il 22 settembre 1989 accolse papa Giovanni Paolo II nella sua visita a Pisa, e concelebrò con lui e coi sacerdoti della Chiesa pisana la messa solenne nella stupefacente cornice di piazza dei Miracoli, con l'altare costruito ad hoc e addossato alla porta del Battistero. Nel maggio 2012 papa Benedetto XVI lo nominò amministratore apostolico ad nutum Sanctae Sedis della diocesi di Taranto. Era nato a Bologna l'8 agosto 1932. Ha ricevuto l'ordinazione sacerdote il 25 luglio 1959, dopo aver conseguito la Laurea in Teologia Dogmatica all'Università Gregoriana e in Teologia Pastorale all'Università Lateranense.
Nell'ottobre 1960 è stato nominato vice parroco della parrocchia romana dei Ss. Urbano e Lorenzo a Prima Porta fino al novembre del 1961, quando è stato chiamato come assistente ecclesiastico degli studenti alla Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università Cattolica del Sacro Cuore in Roma.
Il 7 giugno 1986 è stato promosso alla guida dell'arcidiocesi di Pisa e vi ha rinunciato il 2 febbraio 2008, a norma del Diritto Canonico che impone le dimissioni dei Vescovi al compimento dei 75 anni, a cui è seguita,a sorpresa, nel 2012, la nomina, per un breve periodo, a Taranto, per supplire alle straordinari ragioni pastorali di quella diocesi.
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