Il Tirreno

Pisa

La Domus Mazziniana riapre i suoi battenti

di Francesco Loi

Le scuole possono già visitarla su prenotazione attraverso la Scuola Normale Poi saranno gli Amici dei Musei ad aprirla tre giorni a settimana per il pubblico

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PISA. Da un presidente della Repubblica all’altro, la Domus Mazziniana cerca di trovare nuovo slancio. O almeno di uscire da un oblio che non le rende giustizia. La casa dove spirò Giuseppe Mazzini, nella strada omonima, è pronta a riaprire i battenti aperti con la fanfara e chiusa per assurdità burocratiche (e qualche più serio problema economico). Se Giorgio Napolitano l’aveva inaugurata, la visita pisana di Sergio Mattarella è servita a riaccendere i riflettori sulla Domus. Per la quale si sta battendo da anni il commissario straordinario Fabio Beltram, direttore della Scuola Normale. Ora si vedono spiragli grazie proprio alla Normale e all’impegno dei volontari di due associazioni. Ma per mettere la Domus nelle condizioni ideali serve ancora una firma dal ministero dei Beni culturali che non arriva.

Le aperture. «Come forse sapete, il direttore della Normale è ancora commissario della Domus Mazziniana: anche qui abbiamo l’ambizione di ritornare al più presto alla vita istituzionale ordinaria - ha detto Beltram in un passaggio del suo discorso di sabato di fronte a Mattarella - intanto però vi confermo che la Domus e il Memoriale Mazzini sono nuovamente visitabili per le scolaresche grazie alla messa a norma della sede e al sostegno della Fondazione Pisa». Ma «presto - ha aggiunto - apriremo il Memoriale Mazzini a tutti grazie alla disponibilità dei volontari dell’associazione Amici dei Musei e dei Monumenti Pisani. C’è ancora del lavoro da fare per rendere disponibile il patrimonio librario e archivistico della Domus, ma conto sull’aiuto del Mibact, della Regione e del nostro prefetto». In concreto, la Domus torna fruibile in due fasi. Da subito è visitabile su prenotazione (le scolaresche possono quindi telefonare alla Scuola Normale che organizza il tour). Le visite vengono fatte dall’associazione pisana CorreLaMente. A retribuire il personale di CorreLaMente per le singole visite è la Fondazione Pisa, che paga anche la ditta che effettua le pulizie. Invece tra qualche tempo la Domus resterà aperta tre giorni a settimana (martedì, giovedì, sabato), dalle 10 alle 12, grazie alla collaborazione degli Amici dei Musei e dei Monumenti pisani. Qui i tempi sono più lunghi perché devono essere svolti i corsi di formazione sulla normativa sicurezza/antincendio ai volontari dell’associazione.

Il caso. Sono trascorsi proprio quattro anni dalla visita di Napolitano, che avvenne il 20 ottobre 2011 in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. La casa dove Giuseppe Mazzini, uno dei padri della Patria, spirò il 10 marzo 1872, era stata appena restaurata con una spesa di 2,4 milioni di euro. Nonostante proclami e promesse, da allora la Domus è passata da intrecci della burocrazia alla chiusura per mancanza di fondi. Da quando è stata commissariata, si è rimboccato le maniche Beltram che nel giro di una manciata di mesi ha messo a posto, sotto il profilo normativo, la nuova Domus (agibilità, antincendio, eccetera). Il museo/biblioteca è rimasto aperta fino a quando un dipendente lavorava ricevendo lo stipendio grazie ad una donazione di privati. Poi stop. Per mettere la Domus a regime, la Normale si era detta disposta ad assumerne la gestione ed a distaccarvi due dipendenti della sua biblioteca. Ma serve il via libera del ministero. Argomento affrontato con i tanti ministri che si sono avvicendati in questi anni. La situazione è nota anche all’attuale ministro Franceschini. Forse lo staff del presidente glielo ricorderà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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