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Esuberi a San Rossore, Cgil contro Regione

Esuberi a San Rossore, Cgil contro Regione

Il sindacalista Fagiolini: «Da Firenze nessun interesse per evitare i 19 licenziamenti annunciati»

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PISA. «Alla Regione probabilmente non interessano i licenziamenti dichiarati dalla Casa di cura San Rossore».

Punta il dito contro la Regione la Fp-Cgil di Pisa e contro l’immobilismo della politica che continua a tenere con il fiato sospeso i 19 dipendenti (undici tra infermieri e operatori socio-sanitario, un tecnico radiologo e sette impiegati) della struttura sanitaria di proprietà della Holding Madonna, dichiarati in esubero lo scorso luglio a seguito del mancato rinnovo della convenzione per i medici dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup) che operano e visitano in regime di intramoenia presso la clinica di viale delle Cascine.

«Dai primi incontri con la direzione di San Rossore e attraverso le informazioni raccolte dalla direzione dell’Aoup – sottolinea Leonardo Fagiolini della Fp - si è reso evidente che questa scelta è avvenuta di concerto con la Regione e indubbiamente non sarebbe stato possibile trovare alcuna soluzione se non fosse stata presente quest'ultima al tavolo della trattativa».

Dopo un accordo con i sindacati, lo scorso 17 agosto la direzione della clinica ha deciso di sospendere la procedura di licenziamento collettivo per 40 giorni, per consentire un incontro a livello regionale con tutti gli attori coinvolti nella vertenza e cercare possibili soluzioni. Più volte, i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto l'apertura di un tavolo di confronto con i rappresentanti della Provincia, dell'unità di crisi regionale e dell'assessore regionale alla sanità.

«Da parte della Regione non abbiamo ancora ricevuto risposte - conclude la Fp -. La Regione ha svolto un ruolo importante nelle crisi aziendali degli ultimi anni, ma quando i problemi da redimere sono causati da alcune sue scelte, probabilmente non è disposta nemmeno ad affrontare la discussione».

L'obiettivo dei sindacati è di arrivare al rinnovo della convenzione. In caso contrario, sperano almeno nella sottoscrizione dei contratti di solidarietà sulla cui attivazione - che coinvolgerebbe la quasi totalità del personale - la dirigenza della clinica privata ha dato un primo ok.

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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