Gioco
I furbetti del turismo le Benedettine fanno da albergo
Piovono accuse di concorrenza sleale. Per il capitolato dovrebbe essere solo una foresteria per universitari
PISA. Concorrenza sleale e inadempienza rispetto al capitolato d'appalto. Sono queste le due infrazioni di cui si sarebbe macchiata l'attuale gestione del Residence Benedettine.
Secondo quanto previsto dal capitolato dell'Università di Pisa, che è proprietaria dell'immobile e che lo ha dato in gestione come foresteria, gli utenti che la struttura può accogliere sono unicamente professori, ricercatori, studenti oppure relatori e altri destinatari “con caratteristiche analoghe a quelle rientranti in ambito universitario, di formazione e di ricerca”. Ma da qualche mese queste regole non vengono rispettate.
Il residence ha sede sul lungarno Sonnino, in un ex convento del XIV secolo che l'Università ha comprato nel 2012 spendendo circa 9 milioni di euro tra acquisto e lavori di ristrutturazione, e attraverso la permuta del Podere Bigattiera. Nei suoi tre piani si sviluppano 44 camere con bagno privato, di cui 33 con angolo cottura. I prezzi variano dai 35 euro al giorno per una singola senza cucina (5 euro in più per quelle con l'angolo cottura) ai 70 euro per una doppia.
“Alcune camere, per la loro metratura - si legge sul sito - pur essendo classificate come camere doppie, possono considerarsi dei veri e propri piccoli appartamenti”. Prezzi dunque estremamente vantaggiosi rispetto ad un qualsiasi albergo cittadino. Dopo aver visionato una ricevuta alberghiera che il residence ha rilasciato a un soggetto che non rientra in alcun modo nelle categorie di cui all'art. 3 del capitolato di concessione, il Tirreno ha inviato alla stessa struttura alcune mail chiedendo la disponibilità di una stanza per periodi diversi e usando nominativi di volta in volta differenti. La risposta è sempre stata la stessa: la stanza è libera, questo è il costo e questi i servizi disponibili. Nessuna menzione del fatto che il residence è riservato a destinatari privilegiati.
«Non mi sento di escludere che ci sia qualcuno che abbia fatto il furbo», dice Alessio Amico, direttore della struttura e socio della cooperativa Ballarò di Palermo che insieme alla Manutencoop di Pontedera ha vinto la gara d'appalto per la gestione. «In tutti i nostri canali di vendita on line è specificato che il nostro servizio è riservato agli studenti, ai professori, ai ricercatori o comunque ad attività inerenti l'università di Pisa, quindi noi abbiamo fatto il nostro dovere. Se qualche ospite prova a fare il furbo, noi non è che gli possiamo chiedere di dimostrare che è in qualche modo legato all'università».
Parole che però stridono con la realtà dei fatti, dal momento che se la dicitura relativa ai destinatari è ben specificata sul sito, la stessa non compare altrove. Contrariamente a quanto affermato da Amico, in nessuna delle mail di risposta che ci sono arrivate viene detto che il residence è riservato a una determinata categoria di persone. E la stessa dicitura non compare, o perlomeno non compariva fino a lunedì scorso, su Booking.com, il principale motore di ricerca per gli alloggi. «Su Booking c'è solo l'1% della disponibilità delle camere - dice ancora Amico - ma è una cosa che è stata fatta solo per motivi promozionali, perché se non sei presente lì non riesci a promuoverti adeguatamente sul web».
Sarà un caso, ma dieci minuti dopo la nostra telefonata, la disponibilità di camere su Booking risulta esaurita per i prossimi 12 mesi. «È la prima volta che ricevo una segnalazione di violazione alle norme del capitolato - dice il direttore generale dell'Università Riccardo Grasso -. Ne prendo atto e attiverò tutte le azioni necessarie a verificare».
Il gestore rischia da una semplice penale alla risoluzione del contratto
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