Toscana
«Miopia turistica tra gli albergatori»
Lo sfogo di Nardi (Samovar): l’Internet Festival 2016 potrebbe essere a rischio
PISA. «L'Internet Festival si è confermato per quello che realmente è: un evento turistico di fondamentale importanza per la città; una manifestazione che contribuisce ad aumentare i flussi turistici in un periodo di bassa stagione; un esempio di destagionalizzazione e una ulteriore possibilità di lavoro per tutti coloro che di turismo vivono: strutture alberghiere, ristoranti, locali, aziende di trasporti».
A parlare è Maurizio Nardi, titolare della Samovar che, sin dalla prima edizione della manifestazione, si è aggiudicata l'appalto indetto da Fondazione Sistema Toscana per la prenotazione ed emissione dei biglietti aerei e ferroviari dei vari ospiti e relatori dell'evento e che quest'anno ha vinto anche quello relativo alla gestione delle sistemazioni alberghiere di ospiti, relatori e staff di Internet Festival.
«Sì perché fare turismo – continua Nardi – non significa soltanto riempire le camere delle strutture ricettive, contrariamente a quanto pensa qualche albergatore della città che, in occasione di questa edizione in particolare ha casomai fatto di tutto per ostacolare la buona riuscita dell'evento, ma significa anche, e soprattutto, governare i flussi di persone, di turisti appunto, addetti ad un settore o meno, che vogliono non solo dormire ma anche mangiare, intrattenersi e visitare la città».
Il turismo, infatti, per definizione, è l'insieme di quelle attività che ci portano a recarci in luoghi diversi da quelli in cui si risiede abitualmente, a scopo di istruzione, di piacere o di lavoro. Il settore degli “addetti ai lavori di questa rivoluzione digitale” è anch'esso di tipo turistico, in quanto per quattro giorni tutte queste persone hanno “invaso” la città organizzandovi eventi e offrendogli una posizione di prim'ordine sullo scenario internazionale digitale.
Ambito, questo, di indubbio fascino per tutti, non solo per gli “addetti ai lavori”; il mondo dell'informatica, della navigazione digitale, dei social network ormai è diventato una “passione comune”, senza confini e senza età; ed è per questo che in questi quattro giorni a Pisa sono arrivati giovani, studenti, professionisti, lavoratori, genitori, nonni e amici provenienti da lontano come dai paesi vicini a Pisa che, pernottando oppure no, hanno vissuto la città a 360 gradi.
L'appello, quindi, a tutti coloro che soffrono di “miopia turistica” è quello – conclude Maurizio Nardi – di curarsi velocemente, di cercare di capire che eventi del genere vanno incoraggiati e promossi, non certo scoraggiati o sminuiti nel loro valore, perché altrimenti si rischia che gli organizzatori dell'Internet Festival, il prossimo anno, portino il successo di questa manifestazione in un'altra città, meno “miope” appunto, e più capace di apprezzarne il valore, i vantaggi e i benefici».
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