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Pisa

Un’intervista tv “coinvolge” il Pisa nel calcioscommesse

di Antonio Scuglia
Un’intervista tv “coinvolge” il Pisa nel calcioscommesse

Il calciatore Gervasoni ricostruisce male davanti alle telecamere di Italia 1 una vicenda che risale al campionato del 2009: ma i nerazzurri erano ignari

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PISA. Nerazzurri coinvolti nel calcioscommesse del 2009? Una dichiarazione di Carlo Gervasoni, ex calciatore testimone chiave nell'inchiesta Last Bet, sembrava indicare anche il Pisa fra gli invischiati. Si tratta di un'intervista nella prima puntata di OpenSpace su Italia1. Ma la realtà è diversa. Nell'intervista, Gervasoni vuota il sacco e dice che in tutto avrà contattato nella sua carriera una sessantina di colleghi per combinare le partite per conto del cosiddetto “clan degli zingari”. «Il primo contatto col clan è stato come un corteggiamento, siamo andati a cena 4-5 volte, ci hanno fatto capire fondamentalmente quello che dovevamo fare. Loro scommettevano su piattaforme particolari, asiatiche, così da evitare tracce e dove non veniva identificato il flusso anomalo di soldi, anche perché loro scommettevano solo live, durante la partita. La prima volta ci hanno dato 100mila euro da spartire».

Ed ecco la bomba, anzi la falsa bomba, su Pisa: «La prima partita combinata la proposi a un buon numero di giocatori, 6-o 7. La partita era Albinoleffe-Pisa, febbraio 2009. Il clan era molto organizzato, ogni 20-30 giorni mi cambiavano la sim del telefono che usavamo solamente per dirci 'ci sono', poi principalmente ci sentivamo su Skype. È durata fino alla prima ondata di arresti, nel maggio 2011». Ma come? Possibile che per tutti questi anni ci fosse scappata la partita? No, non ci era scappata. Perché non si trattava di Albinoleffe-Pisa (giocata nel girone di andata di quella stagione) e finita 1-1, ma quella di ritorno, Pisa-Albinoleffe 2-0 del 7 marzo 2009. E della quale ci siamo abbondantemente occupati.

Ecco la confessione resa a suo tempo da Gervasoni: «Dopo una generica manifestazione di assenso da parte mia, anche per conto di Carobbio e altri eventuali aderenti della nostra squadra, attorno al marzo dell'anno 2009 capitò la prima occasione di combinare una gara. Sto parlando di Pisa-Albinoleffe, terminata 2-0, disputata il 7 marzo 2009. Noi eravamo in una situazione tranquilla; si trattava di una partita che presentava difficoltà e si prestava a una nostra sconfitta: un risultato del genere non ci avrebbe danneggiato più di tanto. Io e Carobbio abbiamo deciso di coinvolgere altri giocatori dell'Albinoleffe e cioè il portiere Narciso, Ruopolo, Conteh, Cellini, con i quali ci siamo incontrati a casa mia. Ci fu una discussione al termine della quale Narciso e Cellini decisero di non aderire. Avevamo deciso di lasciare perdere, ma gli slavi si rifecero vivi ed allora abbiamo deciso di aderire alla loro offerta pur senza l'accordo di Narciso e Cellini, ma coinvolgendo anche Caremi. Se non ricordo male in base all'accordo con gli slavi dovevamo perdere o perdere con due gol di scarto. Ricordo che Conteh fece un fallo da rigore che venne trasformato. Gli slavi ci avevano anticipato 15.000 euro per ciascuno dei giocatori che partecipavano all'accordo. Non mi risulta che sia stato coinvolto il Pisa. Le reti furono segnate al 64' da Greco su rigore e all'84' da Antenucci. Anche Conteh più tardi parlò di quella partita, così come riporta Repubblica.it: «Non scherzare con me» fu la minaccia che uno dei due stranieri che accompagnavano Gervasoni rivolse a Conteh in un parcheggio di Bergamo all'atto di consegnargli una mazzetta di banconote da 500 euro per la combine di Albinoleffe-Pisa. «Gervasoni - ha dichiarato Conteh alla procura Figc - ci disse cosa doveva succedere: un gol nei primi 15', un altro nei successivi 15' e poi la sconfitta... I soldi li contai dopo, erano 7.000 euro».

Il Pisa era inconsapevole della truffa, così come in occasione del famoso Benevento-Pisa di Paoloni e di Pisa-Torres di Coppa dell'anno scorso. La stagione finì con la retrocessione e il fallimento dei nerazzurri.

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