Il Tirreno

Pisa

Morto dopo la caduta in reparto familiari fanno causa all’ospedale

Era stato ricoverato per gravi le ferite riportate in un incidente stradale. Scivolato dal letto di notte Chiesto un risarcimento danni per la mancata vigilanza del paziente da parte del personale sanitario

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PISA. Prima l’incidente stradale. Poi la caduta dal letto durante il ricovero in ospedale. Luigi Ceccanti sarebbe morto lo stesso o l’incidente in reparto ha contribuito al decesso?

È quello che vogliono sapere i familiari di un pensionato di 74 anni, ex agricoltore, sposato e con due figlie, scomparso nell’ottobre 2007 qualche giorno dopo uno schianto in auto. A livello penale i medici dell’Azienda ospedaliera sono stati assolti. L’unico a essere condannato fu il rom alla guida della macchina che travolse il veicolo di Ceccanti: aveva 22 anni, guidava senza patente, né assicurazione e gravitava da clandestino tra Gello e Coltano.

Ora la battaglia si sposta sul fronte civile con la richiesta di risarcimento danni presentata dai familiari di Ceccanti all’ospedale, al fondo di garanzie delle vittime della strada; al conducente del mezzo; al proprietario della macchina, uno slavo connazionale dell’automobilista condannato per omicidio colposo.

Ceccanti, residente a Cenaia, era stato ricoverato in prognosi riservata al Santa Chiara dopo un incidente stradale sull’Arnaccio all’incrocio con via Paolo Savi all’altezza di Marciana. Lui in ospedale, in manette l’automobilista, in auto con due bimbi rimasti illesi, che lo aveva centrato. La polizia municipale di Cascina, una volta verificata l’assenza di patente e assicurazione, oltre allo stato di clandestinità, lo aveva arrestato. Il rom non aveva ottemperato a un decreto di espulsione emesso nei suoi confronti. Inizialmente le condizioni di Ceccanti, travolto mentre stava per immettersi sull’Arnaccio, erano apparse serie, ma non al punto da poter pensare che la situazione di lì a qualche giorno poco sarebbe precipitata. Dopo qualche ora dallo scontro era entrato in coma. I medici del Santa Chiara lo sottoposero a un intervento chirurgico riuscendo ad alimentare una speranza che, nel giro di qualche giorno, si ridusse all’invocazione di un miracolo. Che non ci fu. Le sue condizioni peggiorarono, senza possibilità di recupero, fino alla morte. Un epilogo che lasciò nella disperazione parenti e familiari.

Durante il breve ricovero in ospedale avvenne l’episodio della caduta dal letto in neurochirurgia. Non un dettaglio per le condizioni precarie in cui l’uomo già si trovava. Appresa la circostanza, il caso finì in Procura. Non solo per la ricostruzione della responsabilità dell’automobilista nell’incidente. Ma anche per chiarire a livello penale se all’interno del Santa Chiara ci fossero state delle negligenze nei controlli del paziente. Nessun rilievo è stato mosso dal Tribunale penale. Resta quello civile al quale i parenti di Ceccanti si sono rivolti per un risarcimento danni ad ampio raggio: dall’ospedale a chi ha provocato l’incidente mortale e a chi gli ha dato la macchina trasformata in un’arma letale.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web