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Pisa

Mafia, Bulgarella incassa il sostegno dei dipendenti

Mafia, Bulgarella incassa il sostegno dei dipendenti

Lettera aperta con decine di firme e l’annuncio di una manifestazione pubblica «Non strumentalizzare un’inchiesta legittima per distruggere uomini perbene»

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PISA. Una lettera pubblica di solidarietà e l’annuncio di un’imminente manifestazione a sostegno del gruppo imprenditoriale guidato da Andrea Bulgarella.

Quello che era stato anticipato nell’edizione di ieri del Tirreno, prende forma con una e-mail alle 18,29 proveniente dal Gruppo Bulgarella.

Le firme di 83 dipendenti e 45 fornitori compaiono in calce a una lettera che dà appoggio morale all’imprenditore sotto inchiesta, con altre nove persone, della Direzione distrettuale antimafia per presunti rapporti con il boss Matteo Messina Denaro. L’inchiesta copre un periodo temporale che va dal marzo 2013 al settembre scorso. Sono migliaia di intercettazioni tra Bulgarella e imprenditori, politici, amministratori locali e dirigenti del sistema bancario.

Si legge nel documento: «Esprimiamo massima solidarietà al nostro datore di lavoro Andrea Bulgarella, e con lui a Giuseppe Poma, all’avvocato Federico Tumbiolo e al geometra Salvatore Bosco. Non è compito nostro entrare nel merito di indagini giudiziarie. Avendo lavorato da più di trent’anni con Andrea Bulgarella, abbiamo avuto modo di apprezzarne le sue doti e qualità umane. Affermiamo, senza tema di smentita, per averne avuto sempre percezione diretta, che il gruppo Bulgarella si è sviluppato, nel corso di decenni, grazie a enormi sacrifici e durissimo lavoro del suo fondatore, e sotto la sue direttive abbiamo sempre operato nella piena legalità e trasparenza».

Dipendenti e fornitori, tra aziende e professionisti, sottolineano che «grazie ad Andrea Bulgarella e alla sua acclarata competenza abbiamo potuto superare momenti di difficoltà dovuti alla crisi economica che dura ormai da molto tempo, non dimenticando che per pagare i nostri stipendi non ha esitato a vendere i suoi effetti personali; per tutto questo e per molto altro ancora merita piena e convinta solidarietà, nella certezza che saprà chiarire la sua posizione».

Il timore dei firmatari è per il futuro delle aziende che fanno capo al costruttore di Erice.

«Vogliamo sperare che nessuno (e questo alla luce di certe suggestive ricostruzioni giornalistiche) strumentalizzi le legittime inchieste della magistratura per perseguire altre finalità, non ultima il tentativo disperato di distruggere uomini perbene» ammoniscono nella lettera.

A giorni si terrà una manifestazione pubblica «per ribadire l’integrità del gruppo imprenditoriale e di quanti, a vario titolo, vi lavorano».

A giorni il pool di avvocati che assiste il costruttore discuterà davanti al Tribunale del Riesame di Firenze l’istanza di dissequestro dei documenti presi dai carabinieri del Ros di Firenze nell’esecuzione del decreto di perquisizione personale, degli uffici e delle abitazioni di 25 tra indagati e non nell’inchiesta della Dda.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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