Il Tirreno

Pisa

Sospetti sulla corrispondenza con la Procura

I filoni pisani dell’inchiesta potrebbero presto allargarsi. I soci della “banchina”: c’è da fare chiarezza

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PISA. Dopo un anno di commissariamento i soci della Banca di Credito cooperativo di Cascina hanno scoperto di punto in bianco che la banca si è trovata al centro si una serie di operazioni pericolose. Al punto che Bankitalia l’ha sanzionata per non avere rispettato le norme sull'antiriciclaggio e una Procura, quella di Firenze, ha indagato l'ex direttore generale, Vincenzo Littara, nonché alcuni clienti dell'istituto di credito, come l'imprenditore Bulgarella accusato di agevolare l'associazione che fa capo al latitante Matteo Messina Denaro. Lo storico presidente della Banca di Cascina, poi diventato presidente onorario, Ferdinando Ciampi, ribadisce oggi come aveva fatto un anno fa, che «Solo il commissario di Bankitalia può parlare. Dovrà dire quale sarà il futuro della banca da qui ai prossimi mesi». «Ho lasciato la banca – dice un ex socio, Mario Dubbiosi - anche se so benissimo che i clienti non rischiano. Ma osservo, oggi come un anno fa, l'omertoso silenzio». Fabio Poli, ex consigliere comunale e assessore, chiede al vecchio Cda di fare chiarezza.

Tanti gli scenari sono possibili. Già solo il fatto di sapere che Littara chiedeva (risulta agli atti) alla segretaria della banca di cancellare la sua corrispondenza con la Procura di Pisa (i fatti sono di un anno e mezzo fa) non può che aprire una serie di interrogativi. Aspetti che nulla hanno a che fare con questioni giudiziarie, ma solo dialoghi riservati di natura strettamente personale, avverte la difesa. Al di là di questi aspetti curiosi, ben altri potrebbero essere gli scenari all'orizzonte, o già all'attenzione della magistratura, connessi con i due anni e oltre di intercettazioni nei confronti di Bulgarella. Sui suoi legami col Comune di Pisa: l’onorevole Paolo Fontanelli, sindaco prima di Marco Filippeschi che lo aveva tirato in ballo con i suoi distinguo, ha affermato che Andrea Bulgarella è stato un imprenditore corretto, che non ha mai destato alcun sospetto. Intanto sulle numerose attività del gruppo Bulgarella a Pisa e sui suoi rapporti con Palazzo Gambacorti le opposizioni finora tacciono.(s.c.)

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di Redazione web