Gioco
In Santa Caterina festa per don Guido parroco da 70 anni
Oggi 2 messe, mercoledì c’è stata una serata di preghiera Ha 96 anni, non ha mai voluto rassegnarsi alla pensione
PISA. Un ragazzo di 96 anni. Si chiama Guido Corallini, don Guido Corallini, e oggi, nella chiesa di Santa Caterina, festeggerà un traguardo eccezionale, settantun anni di sacerdozio e settanta come parroco. Per quanto, la chiesa, in pensione, ce lo abbia mandato già qualche anno fa, nel 2013. Don Corallini però è rimasto là, in quella che è sempre stata la sua casa e la sua famiglia, a fare quello che ha fatto da sempre e che sa fare con gioia, il sacerdote. Così tutti i giorni continua a dire messa, a incontrare i suoi parrocchiani, i suoi fedeli, come li chiama lui "gli ex ragazzi" - perché data l'età questi sono - che lo hanno sempre seguito nel suo cammino. E i suoi fedeli hanno voluto ricordare il suo operato mercoledì scorso con una serata di preghiera, mentre oggi la comunità parrocchiale ricorderà quell'inizio di ministero pastorale così fecondo per generazioni, con due celebrazioni, una alle 9 ed una solenne alle 12, concelebrata dal sacerdote, che aprirà l'anno pastorale.
Don Corallini è nato a Pisa nel 1919 e il 25 giugno del 1944 viene ordinato prete, come racconta. Un anno dopo arriva da San Marco alle Cappelle a Santa Caterina, e lì resta per settant'anni, a fare il sacerdote in parrocchia e l'insegnante nella scuola che dalla chiesa prende il nome, sia alle medie che al liceo, insegnando italiano, latino, storia e geografia ai più piccoli, quando c'era ancora il latino, e italiano e latino nei due licei che allora c'erano nella struttura, classico e scientifico. «Diventai prete durante la guerra, e poco dopo ci fu il bombardamento che distrusse la città: c'erano più case rase al suolo che in piedi. Ci rimboccammo le maniche e cercammo di andare avanti. Ricordo che nella chiesa di Santa Caterina erano saltate tutte le vetrate e la messa si diceva in una cappella per difendersi dal gelo. E poi ricordo la mia vita in mezzo ai ragazzi e ai tanti adulti che per questa parrocchia hanno fatto tanto. Giravo in Vespa, ne ebbi due e con una di queste andai perfino a Genova attraverso il Bracco - allora l'autostrada non c'era - a trovare un mio zio prete, che si chiamava Guido come me ed era diventato sacerdote nel 1906. Poi a quarant'anni presi la patente e comprai un pulmino Volkswagen: quante gite abbiamo fatto con i ragazzi della parrocchia! Per gli eventi a cui partecipava più gente noleggiavamo un bus grande con cui siano stati anche ad Assisi, nel 79, per l'Ascensione, a dire messa nella chiesa Superiore di San Francesco. Fu meraviglioso, con tutti i giovani che suonavano…».
«Di Papi? Quanti ne ho conosciuti… Sono nato sotto Benedetto XV e con la Gioventù Cattolica fummo ricevuti da Pio XI. Il mio preferito? Pio XII, quello della mia giovinezza. Papa Francesco? Mi piace perché manifesta grandi aperture …. ed è giusto così. No, il cellulare non ce l'ho e neanche il computer, mi basta il telefono ….». Don Corallini infatti vive in parrocchia dove dice messa, confessa, segue ancora i fedeli e risponde a telefonate e appuntamenti. Parla anche della mamma, Gina, del babbo, Donato, carabiniere, e del fratello, Mario, funzionario comunale.
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