Toscana
Il computer di Littara all’esame degli inquirenti
CASCINA. L’ex direttore generale della Banca di Credito cooperativo Vincenzo Littara fin da quando la banchina cascinese era stata commissariata da Bankitalia, un anno fa, aveva scelto la linea del...
CASCINA. L’ex direttore generale della Banca di Credito cooperativo Vincenzo Littara fin da quando la banchina cascinese era stata commissariata da Bankitalia, un anno fa, aveva scelto la linea del cosiddetto basso profilo. Nessuna dichiarazione, insomma. E anche oggi, dopo l’inchiesta che ha travolto l’amico imprenditore Andrea Bulgarella con effetti sia sulla banca che su se stesso, indagato per truffa e appropriazione indebita, l’ex direttore generale preferisce lasciar parlare il suo avvocato, Anna Francini. Tuttavia, ieri mattina, lo abbiamo contattato per telefono e non ha negato una sua breve considerazione sulla vicenda, ribadendo nella sostanza ciò che aveva già detto il suo legale. «Conosco Bulgarella e siamo amici – ci ha risposto per telefono – ma i contatti che abbiamo avuto sono come con altri imprenditori. Quanto al resto sarà il mio avvocato a spiegare la situazione». I carabinieri, giovedì mattina, hanno perquisito la casa di Littara ma non hanno acquisito alcun documento. Non sono stati trovati cioè atti che hanno a che fare con la banca o con l’imprenditore Bulgarella, al quale sarebbero state autorizzate dallo stesso Littara alcune operazioni a rischio per la banca stessa e che avrebbero violato le norme sull’antiriciclaggio. Su questi aspetti l’ex dirigente che, secondo l’accusa, avrebbe aiutato l’imprenditore sapendo che i profitti illecitamente conseguiti avrebbero agevolato l’associazione mafiosa facente capo a Matteo Messina Denaro, non entra nel merito. E l’avvocato Anna Francini spiega che in questa fase la difesa preferisce attendere di comprendere le ragioni delle contestazioni. «In casa del dottor Littara non sono stati effettuati sequestri e questo non ci legittima alla richiesta del Riesame rispetto alle attività di perquisizione che sono state svolte». Nella banca di Cascina i carabinieri hanno sequestrato un pc che era usato da Littara. «Ma non avendo ricevuto alcun avviso per ciò che riguarda il mio assistito – conclude Francini – in questa fase non posso valutare se anche per questo ci sono gli estremi per ricorrere al Tribunale del Riesame». Quando gli indagati riceveranno l’indicazione puntuale delle contestazioni per loro sarà più facile pensare a come difendersi.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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