Gioco
Il sindaco Filippeschi sorvegliato speciale
Dal mattino fino alle 19,30 un agente della polizia municipale deve presiedere l’ingresso dell’ufficio in municipio. Un provvedimento voluto dal prefetto
PISA. Non si tratta di una scorta. Viene definita vigilanza, ma in pratica è una sorveglianza costante di uffici e ambienti circostanti. Una presenza fisica fissa, ma non invadente, volta alla prevenzione di sgradite presenze o possibili irruzioni.
Si è deciso di rafforzare le misure di sicurezza del sindaco Marco Filippeschi e dallo scorso 9 settembre un vigile del comando di via Battisti sorveglia l'esterno degli uffici del primo cittadino a Palazzo Gambacorti. Tenere sotto controllo gli spostamenti al secondo piano del municipio e segnalare “eventuali criticità” è l'obiettivo della presenza degli agenti di polizia municipale.
La misura è stata disposta con un provvedimento firmato dal dirigente del servizio, il comandante facente funzione Pietro Pescatore su suggerimento del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Attilio Visconti. Quest’ultimo ha deciso di procedere in questo modo a causa della vulnerabilità dell’ambiente in cui Filippeschi è solito lavorare, organizzare riunioni e ricevere persone e collaboratori. Non esiste nemmeno una porta rinforzata con un sistema di filtraggio. Nei prossimi mesi è assai probabile che parta il progetto per la dotazione di un impianto di videosorveglianza ma fino alla sua realizzazione il prefetto Visconti vuol dormire sonni tranquilli e ha quindi ritenuto necessario questo provvedimento della presenza del vigile.
A pesare sul potenziamento della vigilanza sarebbe inoltre il fatto che negli ultimi mesi il sindaco è stato più volte nel mirino di contestazioni e proteste. Dai fischi allo stadio durante la presentazione della squadra di calcio cittadina, che gli impedirono addirittura di prendere la parola per salutare il nuovo Pisa, alle polemiche post-alluvione. Episodi che in alcuni casi hanno probabilmente travalicato il limite della pacifica contestazione e hanno spinto le forze dell'ordine a richiedere un servizio, seppur minimo, di sorveglianza aggiuntiva.
“Si dispone, con decorrenza immediata, che tutti i giorni, su entrambi i turni di servizio, antimeridiano e pomeridiano, venga effettuata vigilanza costante all'esterno dell'ufficio del sindaco. Tale servizio sarà curato da una unità che si terrà costantemente in contatto con l'ispettore di turno per comunicargli eventuali criticità che dovessero emergere nel corso del servizio prestato o che dovessero essere comunicate dalla segreteria del sindaco. Il servizio di sorveglianza occuperà quotidianamente due vigili, uno per il turno mattutino, l'altro per quello pomeridiano, dal lunedì al venerdì, fino alle 19,30. L'ufficio servizi - specifica il provvedimento emanato lo scorso 9 settembre - curerà i consueti rapporti con la segreteria del sindaco al fine di conoscere eventuali impegni di quest'ultimo che richiedono vigilanza oltre le 19,30. Analogamente l'ufficio avrà cura di accertare l'eventuale presenza del sindaco nei giorni di sabato e domenica”.
Il servizio di vigilanza potrà quindi essere esteso anche alle ore serali e ai giorni festivi. Una storia che si ripete. Filippeschi non è infatti nuovo a misure di protezione. Il primo cittadino finì nell'occhio del ciclone nell'ottobre 2013 durante lo spostamento delle bancarelle da Piazza dei Miracoli. Le dure contestazioni che ne seguirono, condite da lievi ma inquietanti minacce, spinsero l'allora prefetto Tagliente ad applicare per il sindaco un “servizio temporaneo di tutela”: un carabiniere o un poliziotto che affiancavano il sindaco nei suoi spostamenti. Lo stesso accadde nel maggio 2010, quando Filippeschi divenne il bersaglio di un gruppo di cittadini e antagonisti che difendevano l'occupazione di uno stabile disabitato a Riglione. Dopo lo sgombero, seguirono attacchi e blitz in Comune e ai vigili urbani fu affidato il compito di seguire da vicino il sindaco per un servizio di tutela.
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