Gioco
«Tra investimenti e innovazione con Pisa nel cuore»
Parla Gianni Scotti, amministratore delegato del Gruppo che festeggia 350 anni di presenza nel mondo, di cui 126 in Italia
PISA. Di anni ne sono passati. E tanti. Per la precisione 126 in Italia e 350 nel mondo. Saint-Gobain abbraccia una delle sue culle, la città di Pisa, e lo fa con una due giorni di eventi nata per rafforzare il legame tra una delle più belle realtà d’arte e un colosso di tradizione e innovazione industriale. Di passato, presente e futuro di Saint-Gobain parliamo con il dottor Gianni Scotti, amministratore delegato del Gruppo in Italia.
Dottor Scotti, ormai si sente un po' pisano?
«Certo che mi considero un po' pisano. La città della Torre è un punto di riferimento inossidabile nella storia della nostra azienda e in quella lavorativa del sottoscritto. Sono delegato generale per l'Italia dal 2005, ma dal 1982, tra sfortune e fortune legate al vetro, Pisa è sempre stata con me».
Qual è la congiuntura economica che state attraversando in questa fase?
«Non è molto agevole riassumere l'attuale momento del mercato. Il nostro core business riguarda, come noto, tutti quei prodotti e quei sistemi che, affiancati all'edilizia, aiutano a vivere più confortevolmente possibile. Ultimamente, hanno rallentato la loro crescita il Sudamerica e l'Asia, insieme all'Europa, la cui situazione non è troppo florida. Anzi, diciamo pure che sta risentendo di qualche difficoltà in più. Siamo invece soddisfatti dei risultati ottenuti negli Stati Uniti, nel Nord America e nel Medio Oriente».
Come vanno le cose nel settore dell'automotive(in particolare per i vetri delle macchine)?
«Il trend dell’automotive è stato positivo negli ultimi mesi, non possiamo però dire che non siamo preoccupati per lo scandalo Volkswagen. Lo siamo come la metà del mondo. Per la cosa in sé e per quanto abbiamo letto finora sui giornali».
Sarete in grado di superare questo scoglio?
«Ne abbiamo passate di peggiori. Come ad esempio la distruzione dello stabilimento in tempo di guerra. È dal 1889 che a Pisa facciamo il vetro. In un libro storico che abbiamo in azienda si riporta che nel 1909 la crisi fece scendere il profitto a 315 lire. Da lì investimmo introducendo perfezionamenti ai macchinari che consentirono il rilancio sul mercato. A cavallo tra il 2009 e il 2010 altra situazione di difficoltà, affrontata con un altro maxi investimento di 90 milioni di euro, sia nei macchinari che in nuovi prodotti tecnologici. Questo per sottolineare che Saint-Gobain ha sempre saputo rialzare la testa e ripartire nella giusta direzione, salvaguardando la fama mondiale del Gruppo e i livelli occupazionali, grazie anche alla capacità d’investire in innovazione.Anche oggi ci differenziamo rispetto a cosa succede intorno a noi, soprattutto nel settore dell'edilizia, dove una crisi economica irreversibile ha costretto alla chiusura tantissime aziende. Il presidente di Confindustria Squinzi lo ha sottolineato proprio pochi giorni fa: nell'edilizia italiana sono andati perduti ben 500mila posti di lavoro».
Per Saint-Gobain Pisa c'è in cantiere un rivoluzionario progetto di teleriscaldamento. Quando diventerà realtà?
«Si tratta di un progetto che rientra nel nostro modo di essere e di presentarci alla clientela. Ormai, nel mondo, dissipare energia assomiglia ad un reato. Quindi, se c'è un modo per riutilizzare quell'energia che va dispersa nel processo industriale questo va anche nella direzione del nostro volere. Lo studio tecnico per il teleriscaldamento è già in corso. Se i conti torneranno e se avremo al nostro fianco Comune e Regione lo realizzeremo sicuramente».
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