La protesta
Dentiera sparita in corsia paziente viene risarcito
PISA. Era entrato in ospedale per curarsi. Con il ricovero a Cisanello di sicuro ne ha guadagnato in salute, ma la degenza ha comportato anche una perdita: la dentiera. O meglio la parte inferiore...
PISA. Era entrato in ospedale per curarsi. Con il ricovero a Cisanello di sicuro ne ha guadagnato in salute, ma la degenza ha comportato anche una perdita: la dentiera. O meglio la parte inferiore della protesi.
Un danno reale e di particolare invasività per il paziente che, a distanza di quasi un anno e mezzo dall’episodio, l’Azienda ospedaliera ha deciso di risarcire con 1.500 euro. Ha ammesso l’errore evitando cause legali, la dirigenza ospedaliera. E, come prevede la legge, ha segnalato il caso alla Corte dei conti per valutare l’eventuale responsabilità di danno erariale in capo a chi avrebbe dovuto garantire non tanto l’obbligo di custodia della dentiera quanto l’informazione da fornire al ricoverato per la vigilanza sulla protesi.
La storia risale all’aprile 2014. L’uomo viene ricoverato nel reparto di Ematologia. La dentiera, nella fattispecie la parte inferiore, viene messa in un bicchiere e appoggiata sul comodino. Durante la degenza, però, la protesi sparisce. Più che il furto è plausibile l’ipotesi che sia finita nella spazzatura nel corso delle pulizie effettuate dei reparti. Fatto sta che la menomazione con cui l’uomo esce dall’ospedale diventa una richiesta danni. A distanza di tempo il caso viene esaminato dal Comitato gestione sinistri che, per evitare una causa dall’esito scontato e più oneroso per l’azienda, dà il via libera a una transazione che si chiude a 1.500 euro dopo aver sentito il parere sul preventivo, presentato dall’ormai ex paziente, dell’unità operativa di Odontostomatologia e chirurgia orale .
Riconosciuta equa la somma da versare, il disagio per la sparizione della dentiera si chiude con il saldo di 1.500 euro che, in pratica, va a rimborsare quanto ha speso l’uomo dopo le dimissioni dall’ospedale per rifarsi una nuova protesi.
Sull’argomento, che conta una casistica frequente negli ospedali, il giudice di pace di Pisa nel 2014 aveva emesso una sentenza di condanna nei confronti dell’Azienda ospedaliera. Nella sentenza veniva stabilito il principio secondo cui sull’ospedale non grava l'obbligo di custodia degli oggetti personali dei pazienti, ma, in particolari circostanze, grava senz'altro quello di informarli sulla loro conservazione. Se non lo fa è colpevole, in caso di smarrimento, e dovrà risarcire il danno.
In quella vicenda le protesi sistemate sul comodino la mattina dopo il ricovero della paziente venne gettate nell’immondizia. La responsabilità dell'ospedale? Non quella della custodia, ma «non ha infatti offerto la prova di aver correttamente fornito le adeguate informative e i mezzi utili per mettere la paziente in condizioni di poter provvedere adeguatamente alla conservazione delle protesi».
Pietro Barghigiani
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