Il Tirreno

Pisa

«Trasferirsi a Firenze non è un sacrificio»

Bassilichi sulla chiusura della sede di Montacchiello: posti di lavoro in salvo, è questo che conta

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PISA. Il mutato scenario dei mercati, la crisi del Monte dei Paschi di Siena, l’obiettivo di incrementare commesse ed occupazione. Leonardo Bassilichi, amministratore delegato della Bassilichi Spa (nonché presidente della Camera di Commercio di Firenze e membro del cda di Toscana Aeroporti), illustra il piano industriale 2015-2018 dell’azienda approvato pochi giorni fa. Una costante crescita dell’intero gruppo (2.168 unità impiegate) ed un incremento dei ricavi che passeranno da 280 milioni di euro stimati nel 2015 a 363 milioni nel 2018 le priorità. Un piano che ha però portato la società leader per la gestione dei servizi bancari e della pubblica amministrazione ad annunciare la chiusura della sede di Montacchiello e il trasferimento delle attività e dei 57 dipendenti a Firenze.

Bassilichi, perché questa decisione?

«Sono state perse alcune commesse. A differenza di una normale azienda che taglierebbe tutto, compresi i posti di lavoro, abbiamo deciso di portare i dipendenti a Firenze con un irrilevante sacrificio che già tanti altri fanno».

Il sindacato parla di licenziamenti camuffati: in tanti, secondo le organizzazioni dei lavoratori, non possono accettare il trasferimento...

«Non sono licenziamenti mascherati. Abbiamo bisogno di queste persone e, se non accettano, dobbiamo provvedere a nuove assunzioni. Siamo gli unici preposti a risolvere questo disagio, per questo dico ai colleghi di trovare una soluzione in casa».

E con i sindacati?

«Li incontreremo per organizzare al meglio l’operazione e renderla il meno indolore possibile».

Lo scorso anno è stato sottoscritto un accordo per il mantenimento dei livelli occupazionali e delle attività...

«Il mercato è completamente stravolto, ma il nostro obiettivo resta la salvaguardia dei posti di lavoro. Se per mantenere questa priorità qualcuno deve spostarsi di 50 chilometri lo reputiamo un problema irrilevante».

Quali sono i nuovi obiettivi dell’azienda?

«Dare il più possibile occupazione. In questo ci favorisce il mercato della moneta elettronica che useremo sempre di più e su cui abbiamo deciso di investire».

Come ha influito sulle scelte aziendali la crisi di uno dei vostri clienti più importanti, il Monte dei Paschi di Siena?

«Avevamo un’azienda impostata in una certa maniera, in grande silenzio l’abbiamo capovolta».

Siete arrivati a Pisa nel 2011 con grandi obiettivi...

«Una società (C-Global, ndr) doveva trasferire un po’ di personale a Collecchio e in Moldavia, e ci hanno chiesto di entrare a supporto. Abbiamo creato le condizioni per un accordo che doveva coprire un arco temporale breve».

L’insediamento di Bassilichi doveva essere il presupposto per fare di Montacchiello un’area di attrazione delle imprese che fanno dell’innovazione e dell’alta formazione la loro forza. Cosa è venuto meno?

«Non voglio dare responsabilità a nessuno. Il mondo esterno si fa però vedere solo nei momenti che fanno notizia. Durante questi anni non ho visto nessuno».

Pisa non è più strategica per Bassilichi?

«Pisa ha un’Università che rientra in tutti gli ambiti che il nostro mestiere occupa. Investiremo in un laboratorio strutturato dentro una delle Università pisane a cui legare i rapporti che abbiamo con i centri di ricerca esteri».

I parlamentari pisani del Pd hanno annunciato un’interrogazione sulla chiusura della sede...

«È strano che questi quattro parlamentari, che fanno un rispettabilissimo mestiere per la nostra nazione, si preoccupino di cose che non conoscono. E non conoscendole le affrontano con superficialità. Dovrebbero preoccuparsi di occupazione e visto che non sono previsti licenziamenti non capisco qual sia il problema».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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