Sicurezza
Spallata renziana: basta meline, sì a Viale
Mazzeo: «I rinvii sono finiti, scegliamo velocemente il segretario cittadino». Come cambiano i numeri nell’assemblea
PISA. Alla fine la sintesi che dice tutto: #bastameline. Al di là dei segnali per i social-esperti, l’espressione “basta meline” è decisamente popolare per far comprendere l’ultima svolta dentro il Pd locale. La firma Antonio Mazzeo attraverso un “post” sul suo profilo Facebook. Il tema è quello della scelta del segretario cittadino, carica vacante da quando Andrea Ferrante è diventato assessore. La svolta che si prefigura assomiglia tanto alla spallata decisiva che i renziani (per qualcuno turborenziani) vogliono dare a quello che resta dalla roccaforte dalemiana a Pisa. Il succo è: stop alle trattative sul candidato condiviso, tanto non ci troviamo d’accordo, allora andiamo in assemblea e ci contiamo. La svolta arriva dopo mesi di dibattiti interni e vani tentativi di mediazione. E soprattutto arriva evidentemente dopo che i conti sono stati fatti ed i renziani sanno di avere i numeri da loro (contrariamente alla “mappa” uscita dal precedente congresso). Così, dopo il renziano Alessio Lari segretario provinciale, anche il segretario comunale avrà le insegne del premier. Quei voti andranno a Giovanni Viale («figura di garanzia e di autorevolezza», dice Mazzeo), opposto al dem di sinistra Antonio Dell’Omodarme.
L’Assemblea. Salta il tavolo delle trattative nel «pensierino del mattino», così lo definisce Mazzeo, consigliere regionale e vicesegretario toscano del Pd. Eccolo il pensierino: «Basta rinvii per la scelta». Poi argomenta: «Il Pd che mi piace è quello che si confronta, ma poi decide. A Pisa ormai da sei mesi siamo senza il segretario dell’unione comunale. E’ finito il tempo dei rinvii. Il Pd ha bisogno di un segretario per essere a fianco dell’amministrazione e confrontarsi con “pensieri lunghi” sul governo della città». Quindi il punto centrale: «Se in prima battuta non c’è un nome che unisce (e mi pare siamo in questa situazione) sentiamo cosa propongono i componenti dell’Assemblea comunale, confrontiamoci sulle idee e poi comunque eleggiamo il segretario. Alla fine però impegniamoci tutti a sostenere il candidato che vincerà. Facciamolo per Pisa e per i tanti elettori e militanti che non stanno capendo i motivi dei continui rinvii che impediscono al Pd cittadino di avere una guida forte e di prospettiva». #celapossiamofare e #bastameline gli slogan in calce.
Schieramenti. Dunque, dal dialogo alla prova di forza. Chi sta da una parte, con Mazzeo alfiere dello schieramento renziano e con candidato Giovanni Viale, ex assessore comunale e ora dirigente in Provincia; e chi dall’altra, i cuperliani-dalemiani che hanno come riferimento il deputato Paolo Fontanelli, uno schieramento nel quale si rispecchia l’autocandidato Dell’Omodarme, ex consigliere comunale. Con Viale, quasi tutta la giunta comunale (renziani della prima e della seconda ora) e il deputato Federico Gelli. Ci sono anche gli ex civatiani rimasti nei democratici, capeggiati da Stefano Fabbri. L’unico assessore dem sul versante opposto è proprio Ferrante, insieme ad alcuni consiglieri ed ex consiglieri comunali. Interessante il posizionamento di Matteo Trapani con i giovani democratici, artifici della sorprendente elezione di Alessandra Nardini al consiglio regionale. La presenza venerdì 2 ottobre a Pisa del ministro Andrea Orlando, leader dei Giovani Turchi, servirà forse a definire ancora gli schieramenti.
I dubbiosi. L’accelerazione dei mazzeiani convince gli esasperati dallo stallo. Ma anche preoccupa chi, nel duello e negli attriti dentro il Pd tra vecchia guardia e nuovo che avanza, vede crescere i rischi di indebolimento nell’azione di governo della città, oltre agli equilibri nel partito. Una preoccupazione che gli alleati in consiglio comunale hanno già esternato a più riprese. Anche nei democratici però c’è chi la pensa in questo modo.
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