Il Tirreno

Pisa

le biomasse della discordia

Pd contro la centrale a Coltano

Anche Confesercenti tuona: «Progetto non valutato con attenzione»

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «La scelta di realizzare la centrale a biomasse nel centro abitato di Coltano, a pochi passi dalla Villa Medicea, è una scelta profondamente sbagliata, che va contro il piano di sviluppo turistico rurale pensato per quella zona». Così la pensa Ferdinando De Negri, capogruppo Pd in consiglio comunale, sulla vicenda della centrale a biomasse che dovrebbe sorgere nel borgo abitato di Coltano, come voluto dall'Ente Parco.

«Naturalmente il progetto di una centrale a biomasse è valido di per sé e in linea con lo sviluppo sostenibile di un'area all'interno del Parco. Tuttavia – afferma De Negri – dispiace che si sia deciso di collocarla proprio a ridosso del centro abitato per meri motivi di opportunità normativa e regolamentare, senza considerare invece che quell'area specifica ha tutt'altra vocazione, come impone anche la presenza della storica Villa Medicea. Una decisione del genere doveva prima passare per una concertazione con il territorio, sia attraverso il Ctp sia con una adeguata comunicazione alla cittadinanza. Invece è mancato il confronto con i cittadini e con il territorio e oggi è necessario fare un passo indietro e valutare, seriamente, collocazioni alternative, nel rispetto dei cittadini e del territorio, ma anche del progetto e dei privati disposti ad investirvi».

Anche Confesercenti esprime perplessità. «Comune e Parco – sostiene il direttore Marco Sbrana – devono immediatamente riprendere in mano il fascicolo sulla centrale biomasse di Coltano. Il suo impatto su un'area di pregio ambientale e turistico, secondo noi, non è stato valutato con la dovuta attenzione. Stiamo parlando di una parte del territorio pisano in cui la natura è ancora protagonista assoluta, senza considerare l'aspetto artistico con la Villa Medicea e la casa di Marconi. Territorio in cui i residenti vivono in larga parte di agricoltura con aziende importanti, senza considerare le strutture legate al turismo sia a livello ricettivo che di ristorazione. È del tutto evidente che al di là dell'impatto diretto della centrale, che viene comunque escluso, rimane la questione dell'aumento di traffico di mezzi pesanti».

Sbrana chiede quindi al Comune e soprattutto al Parco una nuova valutazione. «Adesso è necessario capire bene cosa comporta questa centrale. Il Parco, soprattutto, sempre attento sul litorale al rispetto delle regole, dovrà fare altrettanto a Coltano. Non basta infatti che la centrale non produca impatto a livello di inquinamento diretto, contano anche le conseguenze indirette come traffico e qualità della vita di residenti e turisti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa