Il Tirreno

Pisa

una cittadella da 350 persone

E ora scatta l’operazione Oratoio

Prefettura e Comune sono decisi a liberare il maxi insediamento

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Ora mi auguro che l’amministrazione proceda a sgomberare anche il campo di Oratoio. Quella è una città nella città. Ci vivono anche persone che hanno un lavoro, eppure stanno lì perché non vogliono pagare le tasse come tutti, e questo è inaccettabile nei confronti dei cittadini», dice Visconti. Sembra passata un’era geologica dai tempi in cui un giorno sì e l’altro pure il prefetto e Sandra Capuzzi facevano scintille. Ora Visconti chiama e l’assessore al sociale risponde. Sono seduti sullo stesso divano nella stanza del rappresentante cittadino del governo al secondo piano di Palazzo Medici. «Ci vorrà un po’ di tempo - risponde con prontezza l’assessore - ma fra poco cominceremo a convocare tutti gli abitanti dell’insediamento proprio come abbiamo fatto con la Bigattiera. Proveremo ad offrire alternative. Ma da quando ho accettao il mio incarico, la mia missione è chiara: superare i campi rom». In via Maggiore, ad Oratoio, c’è il campo più popoloso della provincia. Se non addirittura della Toscana. E l’amministrazione di Marco Filippeschi è decisa a cambiare passo. «Per la verità abbiamo cominciato da tempo - dice il sindaco - La popolazione nomade in città, quando sono arrivato nel 2008, era di 1.100 presenze. Poi abbiamo fatto 150 rimpatri assistiti, e quasi nessuno è ritornato sul territorio». Sono 177 i nuclei familiari nel comune di Pisa, 826 persone, di cui 386 minori. Per la gran parte si trata di rom macedoni e bosniaci, poi kosovari e romeni. Metà di questa popolazione vive in campi abusivi, grandi o piccole occupazioni, a volte su terreni agricoli anche di proprietà ma su cui sono cresciute abitazioni di fortuna illegali. A Pisa, dopo la Bigattiera e Oratoio, gli insediamenti si trovano alla Barbaricina, in via dell’Immaginetta, via Ximenes, nella golena d’Arno, sull’Aurelia. L’altra metà col tempo si è inserita in percorsi di inclusione e vive in alloggi Erp o immobili comunali. Ma almeno 160 nomadi occupano campi non autorizzati o stabili anche nel resto della provincia: a Navacchio, nel comune di Cascina, sono censite 32 persone, a San Giuliano 75, a Pontedera 17, a Vecchiano 13, a San Miniato 20, a Santa Croce sull’Arno 11. In media il 45% delle famiglie è composto da minori, anche se - avverte Capuzzi - «è bene specificare che nella cultura rom un sedicenne è di fatto un adulto». E non sono rari i casi infatti «di spose bambine, con tutti i rischi che ne conseguono». Un popolo che finora difficilmente ha mostrato la volontà di integrarsi. «Ma non significa che, per chi è in regola - dice il sindaco - non cercheremo una soluzione. Con la Regione adesso attiveremo fondi sociali Ue, ma vorremmo che si avviasse una distribuzione fra le provincie toscane». Intanto si comincia a sgomberare la Bigattiera. L’operazione della polizia potrebbe scattare già stamani. Forze locali e rinforzi da Firenze. Sul posto è prevista una visita di una commissione consiliare alle 13. Ma soprattutto un presidio di Rebeldia e Africainsieme, decisi a non far passare le ruspe.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa